Il manichino e il disertore
Caffè della VerGOGNA – edizione del 16 Settembre 2026
Un manichino con le sembianze di Giuseppe Valditara è stato appeso a una finestra del liceo Minghetti di Bologna, nel primo giorno di scuola, e il collettivo Osa ha spiegato il gesto con uno striscione che definisce il ministro nemico degli studenti. La solidarietà al titolare dell’Istruzione è arrivata da Fratelli d’Italia con parole di condanna che parlano di intimidazione e di violenza inaudita, e il sottosegretario Frassinetti ha ricordato che simili scene riportano indietro nel tempo, quando la violenza politica era quotidianità. La scuola, luogo deputato al confronto delle idee, si è trasformata ancora una volta in un teatro dove l’avversario viene appeso a un filo, e la metafora, per quanto rudimentale, ha il potere di evocare immagini che nessuna democrazia dovrebbe permettersi di normalizzare.
Virginia Libero, segretaria dei Giovani Democratici, ha scelto la Festa dell’Unità di Reggio Emilia per pronunciare parole che hanno fatto il giro dei social: non saremo noi i soldati delle vostre guerre, se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori. Laura Boldrini e Matteo Orfini hanno applaudito, Arturo Scotto ha parlato di boccata di ossigeno, mentre Giorgio Gori ha definito il concetto ripugnante e Sandra Zampa ha ricordato l’articolo 52 della Costituzione sulla difesa della patria. Arturo Parisi ha chiosato che l’articolo 11 si legge oltre la quinta parola. Il Partito Democratico, che cerca una linea comune con il Movimento Cinque Stelle, si è ritrovato a discutere di diserzione mentre l’Europa si riarma e il fianco est dell’Unione continua a tremare.
A Washington, il Kennedy Center ha votato la chiusura per problemi finanziari e per la disputa sul nome di Donald Trump. Un giudice federale aveva bloccato il tentativo del board di intitolare l’edificio al presidente, e Trump ha annunciato che il centro non riaprirà finché una corte di grado superiore non sosterrà il cambio di denominazione. Il tempio delle arti performative sulle rive del Potomac, inaugurato nel 1971, chiude i battenti per una guerra di targhe, e la cultura americana assiste a una vicenda che somiglia a una lite condominiale travestita da questione costituzionale.
Alla Camera, intanto, la legge elettorale attende la terza lettura, e il governo riflette se porre la fiducia per evitare che i franchi tiratori affondino il testo. Ignazio La Russa si è detto ottimista, Luca Ciriani ha spiegato che la decisione sarà presa a tempo debito, Elisabetta Casellati non vede scogli, e il cosiddetto Stabilicum introduce il proporzionale con premio di governabilità al quarantadue per cento, le preferenze con capilista bloccati e l’aumento delle firme necessarie. Lo scrutinio segreto, come sempre, è il nemico giurato della maggioranza, e la premier sa che il diavolo si nasconde nei dettagli delle schede.
Da Mosca sono arrivate minacce che meritano di essere lette con attenzione. Nikolai Patrushev ha dichiarato che la Polonia sparirà in due o tre giorni qualora decidesse di attaccare la Russia, Maria Zakharova ha accusato l’Europa di avvicinare armi nucleari ai confini russi con il pretesto di una minaccia mitica, e Sergei Lavrov ha sostenuto che senza l’abbandono degli accordi di Anchorage la guerra sarebbe finita da un anno. La Russia ha inoltre sollecitato il personale delle ambasciate straniere a lasciare Kiev, accusando Zelensky di usare i visitatori occidentali come scudi umani. Sul fianco est, due caccia italiani hanno abbattuto un drone in Lituania, e Guido Crosetto ha rivendicato l’impegno della Task Force Air Baltic Thunder III. La tregua energetica, annunciata con enfasi, resta al palo, e il Cremlino prende tempo mentre l’inverno si avvicina.
Raheem Sterling ha ammesso davanti al tribunale di Basingstoke l’accusa di guida pericolosa, dopo che la sua Lamborghini è finita fuori strada nell’Hampshire mentre inalava ossido di azoto. L’ex attaccante di Chelsea, Manchester City e Liverpool rischia fino a due anni di carcere, è stato rilasciato su cauzione con l’inibizione alla guida, e la sentenza arriverà il venticinque novembre. Il gas esilarante e una Lamborghini, in Inghilterra, sono bastati per trasformare un calciatore milionario in un imputato che rischia la prigione.
Il caffè della vergogna, stamattina, sa di corda e di cherosene, di diserzione e di targhe, di firme false e di ossido di azoto. Un ministro viene appeso a una finestra, una giovane leader invoca i disertori, un teatro chiude per un nome, una legge elettorale traballa, la Russia minaccia la Polonia, e un calciatore rischia il carcere per una corsa in Lamborghini. Il mondo, in questo settembre, è un mosaico di gesti che si contraddicono, e la verità sta in mezzo, dove nessun algoritmo può arrivare.
Primo Levi, I sommersi e i salvati, Einaudi, Torino, 1986
Hannah Arendt, Sulla violenza, Guanda, Parma, 1996
Elias Canetti, Massa e potere, Adelphi, Milano, 1981
Zygmunt Bauman, Paura liquida, Laterza, Roma-Bari, 2006
Norberto Bobbio, Il futuro della democrazia, Einaudi, Torino, 1984
Michel Foucault, Sorvegliare e punire, Einaudi, Torino, 1976
Susan Sontag, Davanti al dolore degli altri, Mondadori, Milano, 2003

The Mannequin and the Deserter Caffè della VerGOGNA, September 16, 2026 edition
A mannequin resembling Giuseppe Valditara was hung from a window of the Minghetti high school in Bologna on the first day of school, and the Osa collective explained the gesture with a banner defining the minister as an enemy of students. Solidarity with the Education Minister came from Brothers of Italy with words of condemnation speaking of intimidation and unprecedented violence, and Undersecretary Frassinetti recalled that similar scenes take us back in time, when political violence was everyday reality. School, a place dedicated to the exchange of ideas, has once again transformed into a theater where the opponent is hung by a string, and the metaphor, however rudimentary, has the power to evoke images that no democracy should allow itself to normalize.
Virginia Libero, secretary of the Young Democrats, chose the Festa dell’Unità in Reggio Emilia to pronounce words that made the rounds of social media: we will not be the soldiers of your wars, if these rightists lead us to a real conflict, go get the guns yourselves, because we will organize the deserters. Laura Boldrini and Matteo Orfini applauded, Arturo Scotto spoke of a breath of fresh air, while Giorgio Gori defined the concept repulsive and Sandra Zampa recalled Article 52 of the Constitution on the defense of the homeland. Arturo Parisi noted that Article 11 should be read beyond the fifth word. The Democratic Party, seeking a common line with the Five Star Movement, found itself discussing desertion while Europe rearms and the Eastern flank of the Union continues to tremble.
In Washington, the Kennedy Center voted to close due to financial problems and the dispute over Donald Trump’s name. A federal judge had blocked the board’s attempt to name the building after the president, and Trump announced that the center will not reopen until a higher court upholds the name change. The temple of performing arts on the Potomac’s shores, inaugurated in 1971, shuts its doors over a plaque war, and American culture witnesses a matter resembling a condominium quarrel disguised as a constitutional issue.
In the Chamber meanwhile, the electoral law awaits its third reading, and the government reflects whether to invoke confidence to prevent free-floating deputies from sinking the text. Ignazio La Russa expressed optimism, Luca Ciriani explained that the decision will be made in due course, Elisabetta Casellati sees no obstacles, and the so-called Stabilicum introduces proportional representation with a governing bonus at forty-two percent, preferences with blocked list-toppers, and increased signature requirements. Secret balloting, as always, is the majority’s sworn enemy, and the Prime Minister knows that the devil hides in the details of the ballots.
Threats worthy of careful reading arrived from Moscow. Nikolai Patrushev declared that Poland would disappear in two or three days should it decide to attack Russia, Maria Zakharova accused Europe of bringing nuclear weapons closer to Russian borders under the pretext of a mythical threat, and Sergei Lavrov maintained that without the abandonment of the Anchorage agreements the war would have ended a year ago. Russia also urged staff of foreign embassies to leave Kyiv, accusing Zelensky of using Western visitors as human shields. On the Eastern flank, two Italian fighters shot down a drone in Lithuania, and Guido Crosetto claimed the commitment of Task Force Air Baltic Thunder III. The energy truce, announced with fanfare, remains stalled, and the Kremlin buys time while winter approaches.
Raheem Sterling admitted guilt before the Basingstoke court to dangerous driving charges, after his Lamborghini went off-road in Hampshire while he was inhaling nitrous oxide. The former Chelsea, Manchester City, and Liverpool striker faces up to two years in prison, was released on bail with a driving prohibition, and sentencing will arrive on November 25. Laughing gas and a Lamborghini, in England, were enough to turn a millionaire footballer into a defendant risking prison.
The coffee of shame, this morning, tastes of rope and kerosene, of desertion and plaques, of forged signatures and nitrous oxide. A minister is hung from a window, a young leader invokes deserters, a theater closes over a name, an electoral law teeters, Russia threatens Poland, and a footballer risks prison for a Lamborghini ride. The world, in this September, is a mosaic of contradictory gestures, and truth lies somewhere in between, where no algorithm can reach.
Primo Levi, The Drowned and the Saved, Einaudi, Turin, 1986 Hannah Arendt, On Violence, Guanda, Parma, 1996 Elias Canetti, Crowds and Power, Adelphi, Milan, 1981 Zygmunt Bauman, Liquid Fear, Laterza, Rome-Bari, 2006 Norberto Bobbio, The Future of Democracy, Einaudi, Turin, 1984 Michel Foucault, Discipline and Punish, Einaudi, Turin, 1976 Susan Sontag, Regarding the Pain of Others, Mondadori, Milan, 2003