Il silenzio e la trappola
Caffè della VerGOGNA – edizione del 1° Ottobre 2026
Scatta oggi il divieto di circolazione per i diesel Euro 5 nelle città del Nord, e centinaia di migliaia di automobilisti che guidano auto immatricolate fino al 2015 si ritrovano a dover decidere se installare la scatola nera Move-In o rinunciare all’auto. Il sistema, che dovrebbe centellinare i chilometri concessi, trasforma il veicolo privato in un contatore a gettoni regolato dallo Stato, e il paradosso è che chi possiede un’auto di dieci anni, spesso perché non può permettersene una nuova, viene punito due volte: dalla tassa occulta della mobilità limitata e dalla beffa di dover pagare per un dispositivo che misura quanto poco potrà ancora circolare. Le città soffocano, questo è vero, ma far pagare l’aria pulita a chi ha meno mezzi è una scelta politica che nessuno ha mai avuto il coraggio di dichiarare apertamente.
Il primo ottobre si apre con l’anticiclone africano che porta temperature vicine ai trenta gradi al Centro-Nord, e i pendolari si vestono a cipolla per affrontare un’escursione termica da deserto tra le sette del mattino e le due del pomeriggio. Ottobre, il mese che nella memoria collettiva appartiene alle foglie gialle e ai primi maglioni, si presenta come un prolungamento dell’estate, e la politica dell’emergenza climatica incrocia il costume sui social, dove i meme sostituiscono le analisi. Il caldo anomalo non è più una notizia, è una condizione permanente, e la società che continua a parlarne come di un’imprevista eccezione ha smesso da tempo di prendere sul serio la scienza.
Sui tavoli del ministero dell’Economia arrivano i nuovi dati sull’esposizione delle famiglie italiane, e a far discutere è l’esplosione delle app «Compra ora, paga dopo», i prestiti istantanei che permettono di rateizzare qualsiasi cosa, dalla spesa al supermercato a un paio di scarpe. La stretta allo studio punta a equiparare i micro-finanziamenti da smartphone a veri e propri mutui, e i giovani consumatori insorgono perché si sentono privati di un diritto che credevano acquisito. Il credito al consumo, che nasce come strumento di flessibilità, si è trasformato in una trappola che nessuno ha imparato a leggere, e chi si indebita per rateizzare il pane scoprirà che la libertà di comprare oggi significa la schiavitù di pagare domani.
Paolo Rotelli, erede del Gruppo San Donato, ha annunciato di lasciare le cariche dirigenziali per lanciarsi a tempo pieno nella musica trap con lo pseudonimo di Tractopelle Musik. La provocazione è perfetta e forse involontaria: l’uomo che avrebbe dovuto amministrare ospedali e cliniche sceglie di rappare, e la notizia rimbalza sui media come una barzelletta sulla dinastia industriale che si dissolve nella controcultura giovanile. Nessuno sa se il suo talento musicale sia reale, ma la sua decisione racconta qualcosa di più grande: la ricchezza non basta a definire un’identità, e i figli dei potenti, quando scelgono di non ripetere i padri, cercano altrove un senso che il patrimonio non ha saputo dare.
A Torino, un inquilino esasperato dai rumori dei vicini ha installato un dispositivo clandestino di emettitori di controfrequenze per cancellare il suono, e il risultato è stato che l’apparecchio ha mandato in corto circuito i router e le smart tv dell’intero palazzo, isolando la palazzina dalla rete. La polizia e i vigili sono intervenuti per dirimere una lite che nessun regolamento condominiale aveva previsto, e il genio del silenzio, nel tentativo di zittire i vicini, ha finito per spegnere la connessione di tutti. Il rumore del mondo, a quanto pare, non si cancella con un apparecchio: si può solo imparare a conviverci, che è ciò che nessuno vuole fare.
Infine, un noto ristorante di cucina gourmet ha introdotto nel menu una clausola da venti euro di sovrapprezzo per ogni piatto rimandato indietro intonso o freddo dopo essere stato fotografato per più di cinque minuti per i social. L’iniziativa ha spaccato il web tra chi la bolla come arroganza dei ristoratori e chi applaude al ritorno del rispetto per il cibo, e la questione, che sembra frivola, tocca un nervo scoperto: il cibo, che da sempre è convivialità, è diventato immagine, e la fotografia, che doveva documentare il pasto, lo ha svuotato di senso. Chi paga cento euro per una cena non paga per mangiare, paga per mostrare di aver mangiato, e il ristorante, che lo sa, ha deciso di farsi pagare anche il tempo che il cliente dedica alla propria vanità.
Il caffè della vergogna, stamattina, sa di gasolio e di aria condizionata, di rate e di controfrequenze, di padelle fotografate e di rime improvvisate. Gli Euro 5 restano fermi nei garage, ottobre si traveste da agosto, i giovani si indebitano per comprare un panino, un erede miliardario diventa rapper, un condominio resta senza internet per colpa di un genio del silenzio, e un ristorante mette il timer al cibo. La libertà, oggi, si misura in chilometri autorizzati, rate concesse, silenzi approssimativi e fotografie scattate entro il tempo massimo. Chissà se, tra tutte queste regole, resta ancora un angolo in cui si possa semplicemente guidare senza contatori, mangiare senza cronometro, e ascoltare senza cancellare.
Zygmunt Bauman, Modernità liquida, Laterza, Roma-Bari, 2002
Neil Postman, Divertirsi da morire, Marsilio, Venezia, 2002
Richard Sennett, L’uomo flessibile, Feltrinelli, Milano, 1999
Primo Levi, Storie naturali, Einaudi, Torino, 1966
Italo Calvino, La giornata d’uno scrutatore, Einaudi, Torino, 1963
Michel Foucault, Sorvegliare e punire, Einaudi, Torino, 1976

The Silence and the Trap Caffè della VerGOGNA — October 1, 2026 Edition
Today the circulation ban takes effect for Euro 5 diesel vehicles in Northern cities, and hundreds of thousands of drivers operating cars registered up to 2015 find themselves deciding whether to install the Move-In black box or give up the car. The system, which should trickle down the kilometers granted, transforms the private vehicle into a token counter regulated by the state, and the paradox is that those owning a ten-year-old car, often because they cannot afford a new one, get punished twice: by the hidden mobility tax of limited travel and by the mockery of having to pay for a device measuring how little they can still drive. Cities suffocate, this is true, but making clean air pay by those with fewer means is a political choice no one has ever had the courage to declare openly.
October 1 opens with the African anticyclone bringing temperatures near thirty degrees in the Center-North, and commuters dress in layers to face a desert thermal excursion between seven in the morning and two in the afternoon. October, the month belonging in collective memory to yellow leaves and first sweaters, presents itself as an extension of summer, and climate emergency policy intersects with social customs, where memes replace analysis. Abnormal heat is no longer news; it is a permanent condition, and society that continues to speak of it as an unforeseen exception has long stopped taking science seriously.
At the Ministry of Economy tables arrive new data on Italian household exposure, and what sparks discussion is the explosion of “Buy Now Pay Later” apps, instant loans allowing anything to be installment-paid, from supermarket groceries to a pair of shoes. The crackdown at the study aims to equate smartphone micro-financing with actual mortgages, and young consumers rise up because they feel deprived of a right they believed acquired. Consumer credit, born as a flexibility tool, has transformed into a trap no one has learned to read, and whoever gets indebted to installment bread will discover that freedom to buy today means slavery to pay tomorrow.
Paolo Rotelli, heir of Gruppo San Donato, announced leaving managerial positions to launch full-time into trap music under the pseudonym Tractopelle Musik. The provocation is perfect and perhaps unintentional: the man who should have administered hospitals and clinics chooses to rap, and the news bounces through media like a joke on the industrial dynasty dissolving into youth counterculture. No one knows if his musical talent is real, but his decision tells something larger: wealth is not enough to define an identity, and children of the powerful, when choosing not to repeat their fathers, seek elsewhere a meaning the inheritance failed to provide.
In Turin, a tenant exasperated by neighbors’ noises installed a clandestine counter-frequency emitter device to cancel sound, and the result was that the apparatus short-circuited routers and smart TVs throughout the entire building, isolating the block from the network. Police and firefighters intervened to settle a dispute no condominium regulation had anticipated, and the genius of silence, attempting to quiet neighbors, ended up shutting off everyone’s connection. The noise of the world, apparently, cannot be cancelled with a device: one can only learn to live with it, which is precisely what no one wants to do.
Finally, a renowned gourmet cuisine restaurant introduced in the menu a clause charging twenty-euro surcharge for every dish returned untouched or cold after being photographed for more than five minutes for social media. The initiative split the web between those branding it restaurateurs’ arrogance and those applauding the return of respect for food, and the issue, which seems frivolous, touches a raw nerve: food, which has always been conviviality, has become imagery, and photography, which should document the meal, emptied it of meaning. Whoever pays a hundred euros for dinner doesn’t pay to eat; they pay to show they ate, and the restaurant, knowing this, decided to charge also for the time the client dedicates to their own vanity.
This morning’s coffee of shame tastes of diesel and air conditioning, installments and counter-frequencies, photographed pans and improvised rhymes. Euro 5 remain parked in garages, October dresses up as August, young people get indebted to buy a sandwich, a billionaire heir becomes a rapper, a condominium goes without internet because of a silence genius, and a restaurant puts a timer on food. Freedom, today, is measured in authorized kilometers, granted installments, approximate silences, and photographs taken within maximum time. Who knows if, among all these rules, remains still a corner where one can simply drive without counters, eat without stopwatch, and listen without cancelling.
Zygmunt Bauman, Liquid Modernity, Laterza, Rome-Bari, 2002 Neil Postman, Amusing Ourselves to Death, Marsilio, Venice, 2002 Richard Sennett, The Corrosion of Character, Feltrinelli, Milan, 1999 Primo Levi, Natural Histories, Einaudi, Turin, 1966 Italo Calvino, A Day of Voting, Einaudi, Turin, 1963 Michel Foucault, Discipline and Punish, Einaudi, Turin, 1976