Il cinghiale e la voce
Caffè della VerGOGNA – edizione del 30 Settembre 2026
Matteo Renzi ha scelto Milano, la presentazione del suo ultimo libro, per lanciare la provocazione politica della giornata: noi siamo quelli che hanno portato Mattarella al Quirinale, ma se Conte vince le primarie del centrosinistra sono pronto a sostenerlo. La frase, pronunciata con la noncuranza di chi sa che ogni parola pesa, riaccende lo scontro interno alla coalizione sul controllo della leadership, e conferma che nel campo progressista il problema non è mai il programma, ma chi lo incarna. Renzi, che da anni pratica l’arte di stare dentro e fuori contemporaneamente, ha offerto a Conte un appoggio condizionato che vale come una trappola: se il leader del Movimento Cinque Stelle accettasse la sfida delle primarie, dovrebbe misurarsi con un elettorato che non è il suo; se la rifiutasse, passerebbe per chi teme il confronto. La sinistra italiana, ancora una volta, discute di sé mentre il Paese aspetta risposte.
Eni ha annunciato un taglio del trenta per cento sui prezzi di luce e gas per le famiglie, e Giorgia Meloni ha immediatamente chiesto agli altri colossi della distribuzione di accodarsi, spiegando che servono fatti concreti per aiutare le famiglie. Lo sconto, che arriva in un momento di forte pressione sui bilanci domestici, è una buona notizia per chi lo riceverà, ma solleva una domanda che nessuno ha posto: se una grande azienda a controllo pubblico può ridurre i prezzi del trenta per cento da un giorno all’altro, significa che quel margine esisteva anche prima, e che per anni è stato incassato senza che nessuno lo restituisse. La generosità tardiva, quando arriva sotto forma di annuncio, somiglia molto a un modo elegante per non parlare dei prezzi che l’hanno preceduta.
Oggi scade il termine per l’invio del Modello 730, e nei CAF e sulle piattaforme dell’Agenzia delle Entrate si registra il consueto caos dell’ultimo minuto. Chi invia oggi vedrà l’accredito dell’eventuale rimborso slittare alla busta paga di novembre o alla pensione di dicembre, e i contribuenti, come ogni anno, si dividono tra chi ha fatto tutto in anticipo e chi scopre soltanto ora di dover consegnare i documenti. Il fisco italiano, che da decenni promette semplificazione, continua a produrre scadenze che arrivano come un temporale improvviso, e la corsa dell’ultimo giorno è ormai un rito nazionale più che un problema tecnico.
Un nuovo algoritmo basato sull’intelligenza artificiale è in grado di diagnosticare il diabete di tipo 2 analizzando venti secondi di registrazione vocale, captando micro-variazioni acustiche impercettibili all’orecchio umano. La scoperta, che apre la strada alla diagnostica preventiva attraverso lo smartphone, ha il sapore di una piccola rivoluzione: la voce, che portiamo con noi come una firma, diventa uno strumento medico, e ciò che diciamo rivela qualcosa che nemmeno noi sappiamo di avere. La tecnologia, quando funziona, riesce a fare ciò che nessun medico di base, in una visita di dieci minuti, potrebbe mai fare, e il diabete, malattia silenziosa che colpisce milioni di persone senza che se ne accorgano, potrebbe essere scoperto in tempo grazie a una telefonata.
In Oltrepò Pavese, a Barbianello, il sindaco ha fatto notificare un verbale di sanzione amministrativa al parroco del paese, colpevole di aver usato in modo improprio ed eccessivo gli altoparlanti e le campane durante le funzioni del mattino presto. La vicenda, che riporta alla memoria la storica faida tra Peppone e Don Camillo, racconta un Paese dove la convivenza civile si misura anche in decibel, e dove il diritto al riposo dei residenti si scontra con il diritto al culto dei fedeli. Il parroco, che non ha rispettato gli orari, e il sindaco, che ha applicato il regolamento, hanno entrambi le loro ragioni, e la multa, nella sua piccolezza, è la dimostrazione che in Italia nessuna questione è mai soltanto privata: la campana che suona alle sei del mattino è un fatto pubblico, e come tale va negoziato.
A Roma, nella notte, un grosso esemplare di cinghiale ha inseguito per strada una donna che portava a spasso il cane, costringendo i residenti a urlare dai balconi per spaventare l’animale e metterlo in fuga. L’emergenza fauna selvatica nella Capitale, che da anni produce cronache sempre più surreali, ha raggiunto un livello in cui i cittadini si difendono urlando dai balconi, e le istituzioni continuano a discutere di piani che nessuno vede realizzati. I cinghiali, che si moltiplicano nei parchi urbani e scendono di notte verso le case, sono il sintomo di un territorio che non sa più gestire il confine tra la città e la natura, e la donna inseguita, che avrebbe dovuto soltanto portare fuori il cane, ha scoperto che a Roma anche una passeggiata serale può diventare una corsa per la sopravvivenza.
Lo sciopero dei trasporti proclamato dai sindacati di base ha paralizzato la mobilità pendolare in tutta Italia, e nelle grandi città le corse cancellate e le fasce di garanzia prese d’assalto hanno prodotto il consueto traffico da bollino nero. I pendolari, che ogni volta pagano il prezzo di una vertenza tra aziende e sindacati, si sono organizzati come potevano, e le strade, che già non reggevano il carico ordinario, si sono trasformate in un parcheggio a cielo aperto. Chi sciopera ha le sue ragioni, e chi resta a casa o prende l’auto ha le sue, ma la domanda che nessuno pone mai è se un sistema di trasporto pubblico che si blocca per uno sciopero di base sia davvero in grado di garantire il diritto alla mobilità che la Costituzione promette.
Il caffè della vergogna, stamattina, sa di campane stonate e di parole condizionate, di sconti annunciati e di scadenze fiscali. Renzi tende la mano a Conte, Eni taglia i prezzi e Meloni esulta, il 730 scade come ogni anno, l’intelligenza artificiale ascolta la voce per scoprire il diabete, un parroco viene multato per le campane troppo rumorose, un cinghiale insegue una donna per le strade di Roma, e lo sciopero dei trasporti blocca le città. La politica discute di leadership, l’economia di sconti, la salute di algoritmi, la cronaca di animali selvatici e di pendolari esasperati. In mezzo a tutto questo, resta una domanda che nessuno ha ancora posto: se il Paese riuscisse a funzionare anche soltanto per un giorno, senza annunci e senza scioperi, qualcuno se ne accorgerebbe?
Primo Levi, Storie naturali, Einaudi, Torino, 1966
Italo Calvino, La giornata d’uno scrutatore, Einaudi, Torino, 1963
Neil Postman, Divertirsi da morire, Marsilio, Venezia, 2002
Zygmunt Bauman, Modernità liquida, Laterza, Roma-Bari, 2002
Michel Foucault, Sorvegliare e punire, Einaudi, Torino, 1976
Richard Sennett, L’uomo flessibile, Feltrinelli, Milano, 1999
Konrad Lorenz, L’anello di re Salomone, Adelphi, Milano, 1967

The Wild Boar and the Voice Caffè della VerGOGNA — September 30, 2026 Edition
Matteo Renzi chose Milan, for the presentation of his latest book, to launch today’s political provocation: we are the ones who brought Mattarella to the Quirinale, but if Conte wins the center-left primaries, I am ready to support him. The phrase, spoken with the nonchalance of someone who knows every word carries weight, reignites the internal clash within the coalition over leadership control, and confirms that in the progressive camp the problem has never been the program, but who embodies it. Renzi, who for years has practiced the art of being inside and outside simultaneously, offered Conte a conditional support that serves as a trap: if the Five Star Movement leader accepts the primary challenge, he would have to measure himself against an electorate that is not his; if he refuses it, he would be seen as someone who fears confrontation. Italian left-wing politics, once again, discusses itself while the country awaits answers.
Eni announced a thirty-percent cut on electricity and gas prices for families, and Giorgia Meloni immediately asked other distribution giants to follow suit, explaining that concrete actions are needed to help households. The discount, arriving at a moment of strong pressure on household budgets, is good news for those who will receive it, but raises a question no one has asked: if a large publicly-controlled company can reduce prices by thirty percent overnight, it means that margin existed before, and for years it was collected without anyone getting it back. Late generosity, when it comes as an announcement, looks very much like an elegant way not to talk about the prices that preceded it.
Today is the deadline for submitting Form 730, and at CAF offices and on the Revenue Agency platforms the usual end-of-minute chaos is registered. Those who submit today will see the credit of any refund shift to the November paycheck or December pension, and taxpayers, as every year, divide between those who did everything in advance and those who discover only now they must deliver documents. The Italian tax system, which for decades has promised simplification, continues to produce deadlines that arrive like sudden storms, and the last-day rush is now a national ritual more than a technical problem.
A new algorithm based on artificial intelligence can diagnose type 2 diabetes by analyzing twenty seconds of voice recording, capturing micro-acoustic variations imperceptible to the human ear. The discovery, which opens the path to preventive diagnostics through smartphones, has the flavor of a small revolution: the voice, which we carry with us like a signature, becomes a medical instrument, and what we say reveals something we ourselves don’t know we have. Technology, when it works, manages to do what no family doctor, in a ten-minute visit, could ever do, and diabetes, a silent disease that strikes millions without their awareness, could be discovered on time thanks to a phone call.
In Oltrepò Pavese, at Barbianello, the mayor had an administrative fine notice served to the village parish priest, guilty of improper and excessive use of loudspeakers and bells during early morning services. The affair, which recalls the historic feud between Peppone and Don Camillo, tells of a country where civil coexistence is measured also in decibels, and where residents’ right to rest collides with believers’ right to worship. The parish priest, who did not respect the hours, and the mayor, who applied the regulation, both have their reasons, and the fine, in its smallness, demonstrates that in Italy no question is ever merely private: the bell ringing at six in the morning is a public matter, and as such must be negotiated.
In Rome, at night, a large specimen of wild boar chased a woman walking her dog down the street, forcing residents to shout from balconies to scare the animal away. The wildlife emergency in the Capital, which for years has produced increasingly surreal chronicles, has reached a level where citizens defend themselves shouting from balconies, and institutions continue to discuss plans no one sees realized. Wild boars, multiplying in urban parks and descending at night toward houses, are the symptom of a territory that no longer knows how to manage the boundary between city and nature, and the chased woman, who should have merely walked the dog outside, discovered that in Rome even an evening stroll can become a run for survival.
The transportation strike proclaimed by base unions paralyzed commuter mobility throughout Italy, and in major cities canceled runs and guarantee slots stormed produced the usual traffic chaos. Commuters, who every time pay the price of a dispute between companies and unions, organized as they could, and roads, which already couldn’t handle ordinary load, transformed into an open-air parking lot. Those striking have their reasons, and those staying home or taking cars have theirs, but the question no one ever asks is whether a public transport system that stops for a base union strike is really capable of guaranteeing the right to mobility that the Constitution promises.
This morning’s coffee of shame tastes of out-of-tune bells and conditioned words, announced discounts and tax deadlines. Renzi offers his hand to Conte, Eni cuts prices and Meloni celebrates, Form 730 expires like every year, artificial intelligence listens to voices to discover diabetes, a parish priest gets fined for overly noisy bells, a wild boar chases a woman through Rome streets, and the transport strike blocks cities. Politics discusses leadership, economy discusses discounts, health discusses algorithms, chronicle discusses wild animals and exasperated commuters. Amid all this, remains a question no one has yet asked: if the country could function for just one day, without announcements and without strikes, would anyone notice?
Primo Levi, Natural Histories, Einaudi, Turin, 1966 Italo Calvino, A Day of Voting, Einaudi, Turin, 1963 Neil Postman, Amusing Ourselves to Death, Marsilio, Venice, 2002 Zygmunt Bauman, Liquid Modernity, Laterza, Rome-Bari, 2002 Michel Foucault, Discipline and Punish, Einaudi, Turin, 1976 Richard Sennett, The Corrosion of Character, Feltrinelli, Milan, 1999 Konrad Lorenz, King Solomon’s Ring, Adelphi, Milan, 1967