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Caffè della VerGOGNA – edizione del 3 Ottobre 2026

Un autovelox intelligente, dotato di riconoscimento delle targhe basato sull’intelligenza artificiale, ha inviato decine di verbali errati in un comune del Nord Italia, perché il software scambiava la targa stampata su un grande cartellone pubblicitario di un concessionario per un veicolo reale in transito ad alta velocità. La macchina che doveva punire gli eccessi di velocità ha multato un pezzo di cartone, e gli automobilisti che hanno ricevuto la sanzione hanno scoperto che il loro accusatore non distingue la realtà dalla réclame. La vicenda, che fa sorridere, è la fotografia di un Paese che affida la propria sicurezza a sistemi che nessuno ha addestrato abbastanza, e che poi si sorprende quando le macchine sbagliano con la stessa disinvoltura con cui sbagliano gli uomini.

Nell’ambito del cantiere per la Legge di Bilancio è trapelata l’ipotesi di un inasprimento della tassazione sulle plusvalenze da cripto-attività, dal ventisei fino al quarantadue per cento, e la notizia ha scatenato una rivolta sui social e nei forum finanziari. I piccoli risparmiatori accusano il governo di voler far cassa sul risparmio digitale dei giovani per coprire i buchi della spesa pubblica tradizionale, e la polemica, che contrappone due generazioni di contribuenti, rivela una verità scomoda: lo Stato ha bisogno di soldi, le cripto hanno guadagni facili da tassare, e chi si è arricchito scommettendo su monete che nessuno governa si ritrova ora a dover rendere conto a un fisco che ha imparato a leggere i wallet.

Sul tavolo del ministero del Lavoro si è acceso un confronto duro sul congedo di paternità obbligatorio, con la proposta di estenderlo da dieci a trenta giorni interamente retribuiti. Le associazioni datoriali si oppongono per i costi di sostituzione nelle piccole e medie imprese, e le opposizioni hanno definito quella resistenza una visione ottocentesca della famiglia. La questione, che tocca la vita quotidiana di milioni di lavoratori, è in realtà una misura di civiltà che l’Italia continua a rimandare, e il fatto che trenta giorni di paternità siano ancora oggetto di trattativa la dice lunga su quanto il Paese creda davvero nella condivisione dei carichi familiari.

Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha annunciato l’attivazione di un algoritmo per l’Inps capace di incrociare i picchi di certificati medici dei dipendenti pubblici con le giornate pre-festive, e i sindacati hanno parlato di presunzione di colpevolezza verso i lavoratori. La misura, che nasce dalla necessità di contrastare l’assenteismo da ponte, trasforma il diritto alla malattia in un sospetto statistico, e i dipendenti pubblici, che già convivono con stipendi fermi e carichi di lavoro crescenti, si ritrovano a essere controllati da un software che li considera colpevoli fino a prova contraria. La lotta ai furbi è sacrosanta, ma quando diventa sorveglianza diffusa colpisce tutti, e il prezzo lo pagano gli onesti.

A Roma, Milano e Bologna si intensificano i controlli sugli affitti brevi non dichiarati destinati ai turisti, e i dati mostrano un’esplosione di contratti irregolari che stanno prosciugando la disponibilità di stanze per gli studenti fuori sede. Sui social si riaccende la protesta delle tende davanti agli atenei, e la questione, che da anni oppone i residenti ai proprietari, ha trasformato le città universitarie in turistifici a cielo aperto dove chi studia non trova più un tetto. Gli studenti, che dormono in tenda per protesta, sono la parte più visibile di un problema che riguarda milioni di persone, e nessuno, a quanto pare, sta ancora pensando a una politica seria per l’abitare.

Un gruppo di attivisti per il clima ha versato decine di litri di fluorescina ecologica nelle acque di un celebre porto turistico, tingendo la baia di rosso sanguigno per protestare contro le trivellazioni offshore. L’azione ha paralizzato le uscite dei traghetti per oltre due ore e ha spaccato l’opinione pubblica tra chi applaude al gesto dimostrativo e chi denuncia il danno d’immagine per i commercianti. Il mare colorato di rosso è un’immagine potente, e forse anche troppo, perché trasforma la denuncia in spettacolo e rischia di far dimenticare la ragione della protesta. L’ecologismo, quando sceglie l’estetica dell’impatto, deve fare i conti con il fatto che il pubblico guarda il colore e non ascolta il messaggio.

Un bar di tendenza ha inserito nello scontrino una voce fissa da cinque euro, denominata Noleggio Postazione ed Elettricità, per i clienti che occupano i tavoli con il laptop per più di un’ora consumando un solo caffè. La trovata ha scatenato la resa dei conti online tra la tribù dello smart working nei locali e i gestori esasperati dall’occupazione del suolo, e la vicenda, che sembra frivola, racconta un conflitto reale: il lavoro, che non ha più un luogo, cerca ospitalità nei bar, e i bar, che non sono uffici, hanno deciso di far pagare l’ospitalità. Il confine tra lo spazio pubblico e lo spazio privato si è dissolto, e la tazzina di caffè, che un tempo valeva come affitto simbolico di un tavolino, oggi non basta più a coprire il costo di chi ci lavora sopra per otto ore.

Il caffè della vergogna, stamattina, sa di fluorescina e di cartelloni pubblicitari, di criptovalute e di congedi, di certificati medici e di tende davanti agli atenei. Un autovelox multa un cartello, il fisco cerca di tassare i wallet, i padri chiedono trenta giorni di congedo, l’Inps controlla i certificati con l’intelligenza artificiale, gli studenti dormono in tenda, il mare diventa rosso per protesta, e un bar fa pagare l’elettricità a chi lavora al tavolo. La società, in questo ottobre tiepido e confuso, sembra cercare nuove regole per tutto, e nel frattempo non riesce nemmeno a far funzionare un autovelox che distingua un’auto da una fotografia. Chissà se, tra tutte queste macchine che vigilano e questi uomini che protestano, resta ancora qualcuno capace di vedere il mondo senza il filtro di un algoritmo.

Shoshana Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza, LUISS University Press, Roma, 2019
André Gorz, Metamorfosi del lavoro, Bollati Boringhieri, Torino, 1992
Paul Virilio, La velocità di liberazione, Mimesis, Milano, 1997
Serge Latouche, Breve trattato sulla decrescita serena, Bollati Boringhieri, Torino, 2008
Zygmunt Bauman, Lavoro, consumismo e nuove povertà, Città Aperta, Troina, 2004
Simone Weil, La condizione operaia, SE, Milano, 1990

The Billboard and the Fluorescein Caffè della VerGOGNA — October 3, 2026 Edition

An intelligent speed camera, equipped with license plate recognition based on artificial intelligence, sent dozens of erroneous fines in a Northern Italian municipality, because the software mistook a plate printed on a large advertising billboard from a dealership for a real vehicle passing at high speed. The machine that was supposed to punish speeding infringements fined a piece of cardboard, and motorists who received the sanction discovered that their accuser cannot distinguish reality from advertisement. The affair, which makes one smile, is a portrait of a country that entrusts its safety to systems no one trained enough, and then gets surprised when machines make mistakes with the same casualness with which men make mistakes.

Within the framework of the Budget Law drafting, the hypothesis leaked of a tightening of taxation on crypto-activity capital gains, from twenty-six up to forty-two percent, and the news triggered a revolt on social media and in financial forums. Small savers accuse the government of wanting to raise funds on young people’s digital savings to cover holes in traditional public expenditure, and the controversy, opposing two generations of taxpayers, reveals an uncomfortable truth: the state needs money, crypto has easy-to-tax gains, and whoever got rich betting on coins no one governs now finds themselves having to account to a tax authority that learned to read wallets.

On the Ministry of Labor table, a fierce confrontation ignited on compulsory paternity leave, with the proposal to extend it from ten to thirty fully paid days. Employers’ associations oppose it for replacement costs in small and medium enterprises, and the opposition defined that resistance an eighteenth-century vision of the family. The issue, touching the daily life of millions of workers, is actually a measure of civilization that Italy continues to postpone, and the fact that thirty days of paternity are still subject to negotiation speaks volumes about how much the country truly believes in sharing family burdens.

The Public Function Department announced activation of an algorithm for INPS capable of crossing peaks of medical certificates of public employees with pre-holiday days, and unions spoke of presumption of guilt toward workers. The measure, born from the necessity of combating absenteeism on bridge days, transforms the right to illness into statistical suspicion, and public employees, who already coexist with frozen salaries and increasing workloads, find themselves controlled by software that considers them guilty until proven otherwise. The fight against cheaters is holy, but when it becomes widespread surveillance it hits everyone, and honest people pay the price.

In Rome, Milan, and Bologna controls intensify on undeclared short-term rentals destined for tourists, and data show an explosion of irregular contracts draining availability of rooms for non-local students. On social media, protest reignites about tents in front of universities, and the issue, opposing residents to owners for years, transformed university cities into open-air touristic sites where those studying can no longer find shelter. Students sleeping in tents for protest are the most visible part of a problem affecting millions of people, and no one, apparently, is yet thinking about serious policy for housing.

A group of climate activists poured dozens of liters of ecological fluorescein into the waters of a celebrated marina, dyeing the bay bloody red to protest offshore drilling. The action paralyzed ferry departures for over two hours and split public opinion between those applauding the demonstrative gesture and those denouncing image damage for merchants. The sea colored red is a powerful image, and perhaps too much, because it transforms the accusation into spectacle and risks making people forget the reason for protest. Environmentalism, when choosing aesthetics of impact, must reckon with the fact that the public watches the color and doesn’t listen to the message.

A trendy bar inserted on the receipt a fixed five-euro item named Equipment Rental and Electricity, for customers occupying tables with laptops for more than one hour consuming only a single coffee. The gimmick sparked reckoning online between the smart-working tribe in cafes and managers exasperated by space occupation, and the affair, which seems frivolous, tells of a real conflict: work, which no longer has a place, seeks hospitality in bars, and bars, which are not offices, decided to charge for hospitality. The boundary between public space and private space dissolved, and the coffee cup, which once served as symbolic rent for a tabletop, today isn’t enough to cover the cost of someone working on it for eight hours.

This morning’s coffee of shame tastes of fluorescein and billboards, cryptocurrencies and leaves, medical certificates and tents in front of universities. A speed camera fines a sign, the tax authority tries to tax wallets, fathers ask for thirty days of leave, INPS checks certificates with artificial intelligence, students sleep in tents, the sea becomes red for protest, and a bar charges electricity to those working at the table. Society, in this warm and confused October, seems searching for new rules for everything, and meanwhile cannot even make a speed camera work distinguishing a car from a photograph. Who knows if, among all these machines watching and these men protesting, remains still someone capable of seeing the world without the filter of an algorithm.

Shoshana Zuboff, The Age of Surveillance Capitalism, LUISS University Press, Rome, 2019 André Gorz, Metamorphoses of Work, Bollati Boringhieri, Turin, 1992 Paul Virilio, The Velocity of Liberation, Mimesis, Milan, 1997 Serge Latouche, A Short Treatise on Degrowth Serenity, Bollati Boringhieri, Turin, 2008 Zygmunt Bauman, Work, Consumerism and New Poverty, Città Aperta, Troina, 2004 Simone Weil, The Worker’s Condition, SE, Milan, 1990


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