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Caffè della VerGOGNA – edizione del 16 Ottobre 2026

Un assistente bagnanti si è tuffato fuori stagione, fuori dagli orari di sorveglianza, per salvare un golden retriever trascinato al largo, e la Capitaneria di porto lo ha multato di oltre mille euro per violazione delle ordinanze di sicurezza balneare. La notizia è rimbalzata sul web, una petizione record chiede che venga rimborsato, e la burocrazia, ancora una volta, ha dimostrato di saper distinguere il gesto eroico dalla procedura con la precisione di un ragioniere. Il cane è vivo, il bagnino è multato, e nessuno, a quanto pare, ha pensato di chiedere scusa all’uomo che ha rischiato la vita per un animale che non era nemmeno il suo.

Nelle bozze dei decreti fiscali comunali è spuntata l’estensione delle tariffe sulle strisce blu anche a domeniche e festivi nei centri storici delle grandi città, e le associazioni dei consumatori hanno gridato all’esproprio legalizzato della mobilità urbana. I sindaci difendono la misura spiegando che serve a fare cassa sui flussi turistici e a ridurre il traffico, e la verità, come spesso accade, sta nel mezzo: le città hanno bisogno di risorse, ma far pagare il parcheggio anche la domenica mattina significa trasformare il centro storico in un luna park a gettoni, dove anche una passeggiata diventa una voce di bilancio.

In commissione Bilancio è scoppiata una polemica furibonda sulla super-tassa sulle criptovalute, con il governo che valuta di innalzare al quarantadue per cento l’imposta sulle plusvalenze da Bitcoin e asset digitali. I giovani investitori e le startup tech minacciano la fuga di massa dei capitali verso Malta e Dubai, e la maggioranza difende la stretta per colpire la speculazione finanziaria digitale. Il problema, ancora una volta, è di equilibrio: tassare i guadagni facili è giusto, ma se la tassa è troppo alta i capitali se ne vanno, e lo Stato, che voleva incassare, resta con un pugno di mosche e un gettito che non arriverà mai.

Un gruppo di cento sindaci ha minacciato di restituire le deleghe sui servizi sociali se il ministero dell’Interno non coprirà i buchi di bilancio per l’accoglienza dei minori non accompagnati. La polemica ha spaccato l’esecutivo tra linee intransigenti e richieste di flessibilità territoriale, e i primi cittadini, che sono l’ultimo presidio di uno Stato che funziona, si ritrovano a dover scegliere tra chiudere i servizi o violare la legge. I minori non accompagnati sono una realtà che nessun decreto può cancellare, e chi li accoglie merita risorse, non minacce.

In una caserma del centro Italia sono improvvisamente sparite le chiavi della cassaforte dei reperti, e per risolvere il caso è stato necessario l’intervento dei carabinieri cinofili con un cane molecolare specializzato. La vicenda, che sembra una gag involontaria, sta facendo il giro dei social, e il mistero delle chiavi sparite racconta un Paese dove anche le indagini interne diventano uno spettacolo. Il cane, che ha fiutato dove gli uomini non riuscivano a vedere, ha risolto in poche ore quello che la burocrazia non aveva risolto in giorni, e forse, ancora una volta, gli animali si sono dimostrati più competenti degli esseri umani.

Un branco di grossi cinghiali ha occupato uno svincolo autostradale nella notte, bloccando il traffico per oltre un’ora e rifiutandosi di muoversi nonostante i lampeggianti delle pattuglie. Il video girato dagli automobilisti intrappolati è già virale su TikTok, tra ironia e polemiche sulla fauna selvatica fuori controllo, e i cinghiali, che da anni colonizzano le periferie urbane, hanno scelto l’autostrada per il loro sit-in. La natura, quando decide di rivendicare il proprio spazio, non chiede permesso, e gli automobilisti, che avevano programmato un viaggio, si sono ritrovati a fare da spettatori a una protesta che nessuno aveva convocato.

Il caffè della vergogna, stamattina, sa di salsedine e di parcheggi a pagamento, di Bitcoin e di chiavi sparite, di cinghiali e di bagnini multati. Il salvatore paga la multa, il centro storico diventa un casello, le cripto rischiano la fuga, i sindaci minacciano di restituire le deleghe, un cane molecolare risolve il mistero delle chiavi, e un branco di cinghiali blocca l’autostrada. L’Italia, in questo ottobre, ha offerto un campionario di assurdità che nessun romanziere avrebbe osato inventare, e la domanda che resta aperta è semplice: chi paga, alla fine, il conto di tanta confusione?

Italo Calvino, Le cosmicomiche, Einaudi, Torino, 1965
Primo Levi, Storie naturali, Einaudi, Torino, 1966
Zygmunt Bauman, Lavoro, consumismo e nuove povertà, Città Aperta, Troina, 2004
Serge Latouche, Breve trattato sulla decrescita serena, Bollati Boringhieri, Torino, 2008
Michel Foucault, Nascita della biopolitica, Feltrinelli, Milano, 2005
Paul Virilio, La velocità di liberazione, Mimesis, Milano, 1997

The Empty Cart Caffè della VerGOGNA — October 15, 2026 Edition

ISTAT certified that in twenty-five years consumer prices have grown by sixty-three percent, with fuels skyrocketing to one hundred forty-seven and groceries to eighty-seven. The data, released in the morning, reignited the political fuse while families calculate the loss of purchasing power and the surge in energy costs. A quarter century of price increases tells a simple and ferocious story: wages stayed still, utility bills doubled, and whoever enters a supermarket today with fifty euros leaves with a third of the grocery haul they took home in 2001. Politics discusses spread and maneuvers, and the citizen, who has no time for discussions, looks at the price of bread and moves forward.

Giorgia Meloni chose the Senate for a fiery speech ahead of the European Council, attacking the Democratic Party with harsh words and blocking the path to the Five Star Movement on the electoral law. She spoke of energy and security, said that without energy nothing remains to defend, and her intervention has the flavor of someone who knows the election campaign has already begun. The opposition replied as it could, and the debate, consumed between the benches of Palazzo Madama, remains light-years away from the concerns of whoever, that morning, gave up buying meat.

Two minors confessed before investigators of having attacked a man in Rome with a running kick from a mini-car, and their explanation was chilling: we just had fun that way. The declaration triggered the storm on social media and in talk shows, reopening the debate on youth violence and parental responsibility. Fun, when becoming the sole motive, reveals an emptiness no public condemnation can fill, and teenagers, who transformed a street into a video game, are the mirror of a society that stopped teaching the boundary between play and pain.

Asian markets lived through a nightmare session: Tokyo lost four percent, Seoul seven point seven, and Samsung collapsed nine in a few hours, burning ninety billion. Finance forums are down between memes on Black Thursday and contagion psychosis on European lists, and the crisis, born from fears on American rates and inflation, reminds that the global economy is a house of cards where one breath is enough to make everything tremble. Savers who invested in tech stocks watch their portfolio shrink, and finance, which promised easy returns, shows its cruelest face.

In Lodi, the autopsy on Agostino Conigliaro, dead at thirty-nine after a Carabinieri arrest, will divide public opinion between those demanding immediate truth and those defending agents’ conduct. Images of the event are already circulating, and the affair, touching the relationship between citizens and law enforcement, deserves rigorous verification no square can substitute. A man died, and truth, whatever it is, will arrive only when experts finish their work.

In Iran, the regime sentenced Najmeh Amini to death for alleged blasphemy contained in a post published online. The news triggered mobilization of human rights organizations and a storm of indignation on digital platforms, and the affair, recalling other similar cases, demonstrates that written word, in certain countries, remains the most dangerous weapon. A woman risks her life for a message, and the world, which indignant on social media, still cannot stop the executioner’s hand.

This morning’s coffee of shame tastes of half-full carts and falling markets, cold confessions and medical bulletins. Prices grew by sixty-three percent, the Prime Minister attacks the opposition, two teenagers enjoyed hitting a man, Asian exchanges burn ninety billion, a thirty-nine-year-old awaits autopsy, and an Iranian woman awaits judgment. Reality, today, offered a complete sample of what doesn’t work, and no one, apparently, has yet found a way to remedy it.


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