La vita come dono che precede ogni calcolo
Il cardinale Pietro Parolin ha aperto i lavori del congresso internazionale “Lo splendore dell’umano: custodire la fertilità, curare l’infertilità” con una prolusione che merita di essere letta come un documento, più che come un discorso.
Nella sede romana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il segretario di Stato vaticano ha ripercorso l’insegnamento della Chiesa sulla dignità della vita e ha indicato una direzione che riguarda l’intera società, ben oltre i confini del mondo credente.
La procreazione, ha detto, è un dono. Il frutto dell’amore coniugale.
Una verità semplice, che il linguaggio contemporaneo ha progressivamente rimosso e che la biotecnologia ha reso più urgente.
L’argomentazione del porporato prende le mosse da una consapevolezza antropologica che egli ha espresso con una formula di straordinaria densità: voluti per amore, creati per amare.
Da questa premessa discende una conseguenza che il cardinale ha sviluppato con rigore, richiamando l’esortazione apostolica Familiaris consortio di Giovanni Paolo II.
L’amore autentico non è soltanto un sentimento, ha ricordato Parolin.
È una scelta libera e consapevole, capace di tradursi in dono di sé e in apertura alla vita.
La distinzione è decisiva, perché separa la cultura del desiderio dalla cultura della responsabilità, e colloca il matrimonio in una dimensione che nessuna legislazione può sostituire.
Il passaggio più incisivo della prolusione riguarda la critica alla cosiddetta cultura della separazione.
Parolin ha denunciato il riduzionismo per cui la procreazione è diventata sempre più riproduzione, smarcandosi dall’amore coniugale e dalla relazione sessuale.
La rivoluzione biotecnologica, ha osservato citando Papa Francesco, ha introdotto la possibilità di manipolare l’atto generativo rendendolo indipendente dalla relazione tra uomo e donna.
Di fronte a questo scenario, il cardinale ha ribadito un principio che la Chiesa custodisce da sempre e che oggi suona come una sfida: non si può separare la generazione umana dall’amore coniugale.
Il figlio non è qualcosa di dovuto, ma un dono da accogliere con gratitudine e responsabilità.
La riflessione del segretario di Stato si è poi concentrata sulla paternità e sulla maternità responsabili.
Ha richiamato il valore dei metodi naturali di regolazione della fertilità, che favoriscono una maggiore consapevolezza del corpo e della relazione coniugale, e ha sottolineato come le scelte familiari richiedano dialogo tra i coniugi e rispetto reciproco.
Il messaggio dell’Humanae Vitae, ha aggiunto Parolin, sottolinea il bisogno di rispettare la dignità della persona nella valutazione morale dei metodi di regolazione della natalità.
Una scelta che va condivisa tra i coniugi fino a diventare patrimonio comune e stile di vita.
Il porporato ha poi rivolto la sua attenzione alle famiglie che affrontano situazioni di fragilità.
Ha insistito sulla necessità di costruire una cultura capace di accogliere ogni bambino, anche quando la sua nascita è accompagnata da difficoltà o quando presenta una disabilità.
La vita umana merita protezione e cura fin dal suo inizio, ha detto, e la Chiesa desidera essere vicina a chi si trova in condizioni di sofferenza. Ha ricordato che l’amore genitoriale può andare oltre i legami biologici attraverso l’adozione e l’affidamento, forme concrete di solidarietà che permettono di accogliere bambini in situazioni di abbandono o di grave disagio.
In questo orizzonte, la famiglia si rivela per ciò che è: una comunità di amore nella quale ogni persona viene riconosciuta e rispettata nella propria dignità.
Il cardinale ha anche parlato dell’amore come realtà sempre feconda, anche quando la fecondità fisica non è possibile.
Ha ricordato che chi sceglie la vita consacrata, pur avendo rinunciato alla generazione biologica, diviene spiritualmente padre e madre di molti.
E ha esteso questa riflessione a tutte le forme di fecondità che non passano attraverso la procreazione: l’impegno educativo, la vicinanza ad altre famiglie, il servizio ai più fragili.
La Gaudium et spes, ha ricordato, definisce l’amore coniugale come una intima comunità di vita e di amore, che costituisce un bene per gli stessi sposi attraverso una donazione reciproca.
Una definizione che il cardinale ha offerto come chiave di lettura per comprendere il senso profondo del congresso.
Nella parte conclusiva della prolusione, Parolin ha ringraziato quanti lavorano nella ricerca e nella formazione per accompagnare le coppie.
Un riconoscimento particolare è andato all’Istituto Scientifico Internazionale Paolo VI, impegnato nella promozione di percorsi di ricerca medica per la procreazione naturale.
La ricerca, ha detto il segretario di Stato, va incoraggiata affinché possa prevenire e affrontare le cause dell’infertilità, offrendo alle coppie la possibilità di generare una vita nel rispetto della dignità dei genitori e del nascituro.
Il congresso rappresenta, per il cardinale, sia un riconoscimento del lavoro svolto sia un segno di speranza per il futuro.
Per questo ha incoraggiato tutti a proseguire il cammino con rinnovato impegno a servizio dell’amore umano e della procreazione.
La figura di Pietro Parolin emerge, in questa circostanza, come quella di un uomo che sa parlare al mondo senza rinunciare alla dottrina, e che sa difendere la dottrina senza chiudersi al mondo.
La sua prolusione non è un documento di condanna. È una proposta.
Indica una strada, ne illustra le ragioni, ne mostra la bellezza.
E lo fa con la competenza del diplomatico e con la passione del pastore, in un equilibrio che pochi sanno mantenere.
Alla Cattolica, davanti a un pubblico di studiosi e di operatori sanitari, il segretario di Stato ha offerto una testimonianza che vale più di molte omelie.
La vita, ha detto, è un dono. E i doni, quando sono autentici, non si possiedono. Si accolgono.
RVSCB
Bibliografia
Giovanni Paolo II, Familiaris consortio, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1981.
Paolo VI, Humanae Vitae, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1968.
Francesco, Amoris laetitia, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2016.
Concilio Vaticano II, Gaudium et spes, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1965.
Università Cattolica del Sacro Cuore, Congresso internazionale “Lo splendore dell’umano: custodire la fertilità, curare l’infertilità”, Roma, 16-18 ottobre 2026.
Vatican News, Parolin alla Cattolica: la procreazione è un dono, il frutto dell’amore coniugale, 16 ottobre 2026.
Vatican News, Zuppi alla Cattolica: “Difendere l’umano anche dove prevale il disumano”, 16 ottobre 2026.
Istituto Scientifico Internazionale Paolo VI, Attività e ricerche sulla procreazione naturale, Roma 2026.