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La caraffa d’acqua e le sirene spente

Caffè della VerGOGNA – edizione dell’8 Ottobre 2026

Gruppi di studenti hanno occupato pacificamente i dehors dei locali commerciali in diverse città universitarie, esponendo cartelli e scontrini che documentano addebiti fino a due euro e cinquanta per la semplice caraffa d’acqua microfiltrata. La protesta, coordinata e ordinata, riapre una controversia che in Italia si trascina da decenni: l’acqua del rubinetto, che è un bene comune, viene venduta al tavolo come se fosse una bevanda di lusso, e i clienti, che non osano chiederla gratuitamente per paura di passare per spilorci, finiscono per pagare un bicchiere d’acqua più di quanto costi un caffè. Gli studenti hanno scelto lo strumento più mite che avevano a disposizione, l’occupazione pacifica di uno spazio pubblico, e hanno ottenuto in un pomeriggio quello che dieci anni di dibattito politico non erano riusciti a produrre: un caso nazionale.

Nei corridoi del ministero dell’Economia è trapelata la proposta di concedere ai comuni capoluogo la facoltà di raddoppiare la tassa di soggiorno nei periodi di picco turistico, per coprire i buchi dei bilanci locali. Le associazioni degli albergatori e dei commercianti hanno parlato di ennesimo salasso che affonderà la competitività delle città d’arte, e la polemica, che si ripete ogni volta che un comune cerca di far quadrare i conti, dice qualcosa di più profondo: il turismo, che in Italia è una delle poche industrie rimaste competitive, viene tassato come se fosse una rendita parassitaria, e i sindaci, che non hanno più trasferimenti statali, si trovano a scegliere tra alzare le tasse ai visitatori o chiudere gli asili nido. L’arte di arrangiarsi è diventata l’unica politica urbana possibile.

Gli avvocati penalisti hanno proclamato uno stato di agitazione con astensione dalle udienze a metà mese contro i recenti pacchetti di norme sulla custodia cautelare e la velocizzazione dei processi, e le opposizioni hanno accusato l’esecutivo di voler sminuire le garanzie della difesa. La maggioranza difende la linea della tolleranza zero e dei tempi certi, e la questione, che tocca il cuore del diritto penale, si sta trasformando in uno scontro tra tifoserie. Garantire la difesa non significa proteggere i colpevoli, e accelerare i processi non significa necessariamente fare giustizia: le due esigenze sono reali, ma il modo in cui vengono contrapposte rivela che nessuno, a quanto pare, sta cercando davvero un equilibrio.

I dati sul commercio estero diffusi in mattinata evidenziano una brusca frenata delle esportazioni di agroalimentare e meccanica di precisione verso i mercati extra-Ue, e il nodo dei costi di trasporto rincarati e delle barriere doganali riaccende lo scontro politico sulle misure di sostegno alle piccole e medie imprese. Il made in Italy, che da decenni è il nostro biglietto da visita nel mondo, sta perdendo quote di mercato mentre la politica discute di dazi e di sovranità, e gli imprenditori, che non hanno tempo per le discussioni ideologiche, guardano i loro ordini calare e si chiedono se qualcuno, a Roma o a Bruxelles, stia facendo qualcosa di concreto.

La Polizia Postale ha lanciato una nuova allerta sullo spoofing telefonico evoluto: il cittadino riceve una chiamata che sul display mostra il numero verde reale della propria banca, il finto tecnico paventa un attacco hacker in corso e persuade la vittima ad autorizzare bonifici di sicurezza verso un conto satellite che prosciuga i risparmi in pochi minuti. La truffa è sofisticata, ma sfrutta un meccanismo elementare: la fiducia nell’istituzione che dovrebbe proteggerci, e la paura di perdere tutto. Chi riceve la chiamata non ha modo di verificare in tempo reale se il numero è autentico, e la banca, quando scopre la truffa, si limita a ricordare ai clienti di non condividere mai le credenziali. La tecnologia che promette sicurezza produce nuove fragilità, e il cittadino, ancora una volta, è solo.

Infine, un’azienda sanitaria locale è stata sommersa da centinaia di verbali notificati dal nuovo sistema automatizzato di lettura targhe della Ztl, perché il software non riconosce i codici esentati quando i mezzi di soccorso viaggiano a sirene spente dopo aver depositato i pazienti. I soccorritori, che hanno appena finito un turno di emergenza, si trovano a dover produrre centinaia di ricorsi burocratici per evitare le sanzioni, e la vicenda, che fa sorridere per l’assurdità, rivela una verità scomoda: la macchina che dovrebbe semplificare la vita produce nuove incombenze per chi, come il personale sanitario, ha già dato tutto. L’ambulanza che rientra in ospedale a sirene spente non è un’auto in infrazione: è il simbolo di un sistema che ha smesso di distinguere tra il rumore e il merito.

Il caffè della vergogna, stamattina, sa di acqua a due euro e cinquanta, di tassa di soggiorno raddoppiata, di astensione degli avvocati, di export in frenata, di bonifici truffaldini e di ambulanze multate. Gli studenti occupano i dehors per un bicchiere d’acqua, i comuni cercano soldi dai turisti, i penalisti scioperano per la difesa, le imprese perdono mercati, i truffatori telefonano a nome delle banche, e i soccorritori producono ricorsi per colpa di un algoritmo. L’Italia, in questo ottobre confuso, è un Paese dove ogni cosa funziona soltanto a metà, e dove chi prova a fare il proprio dovere si ritrova a dover dimostrare di averlo fatto, mentre chi sbaglia trova sempre il modo di non pagare.

Italo Calvino, La giornata d’uno scrutatore, Einaudi, Torino, 1963
Zygmunt Bauman, Lavoro, consumismo e nuove povertà, Città Aperta, Troina, 2004
Shoshana Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza, LUISS University Press, Roma, 2019
Paul Virilio, La velocità di liberazione, Mimesis, Milano, 1997
Michel Foucault, Nascita della biopolitica, Feltrinelli, Milano, 2005
Primo Levi, Storie naturali, Einaudi, Torino, 1966

The Water Carafe and the Silent Sirens Caffè della VerGOGNA — October 8, 2026 Edition

Groups of students peacefully occupied the outdoor seating areas of commercial establishments in several university cities, displaying signs and receipts documenting charges of up to two euros fifty for a simple carafe of micro-filtered water. The protest, coordinated and orderly, reopens a controversy that has dragged on in Italy for decades: tap water, which is a commons, is sold at the table as if it were a luxury beverage, and customers, who don’t dare ask for it free for fear of appearing stingy, end up paying more for a glass of water than a coffee costs. The students chose the mildest tool they had available, the peaceful occupation of a public space, and obtained in one afternoon what ten years of political debate had failed to produce: a national case.

In the corridors of the Ministry of Economy leaked the proposal to grant provincial capitals the power to double the tourist tax during peak tourist periods, to cover holes in local budgets. Hotel and merchant associations spoke of yet another bloodletting that will sink the competitiveness of art cities, and the controversy, which repeats every time a municipality tries to balance its books, says something deeper: tourism, which in Italy is one of the few industries left competitive, is taxed as if it were a parasitic rent, and mayors, no longer receiving state transfers, find themselves choosing between raising taxes on visitors or closing nurseries. The art of making do has become the only possible urban policy.

Criminal defense lawyers proclaimed a state of agitation with a boycott of court hearings mid-month against recent packages of norms on pretrial detention and the acceleration of trials, and the opposition accused the executive of wanting to diminish defense guarantees. The majority defends the line of zero tolerance and certain timelines, and the issue, which touches the heart of criminal law, is transforming into a clash between rival fan bases. Guaranteeing the defense doesn’t mean protecting the guilty, and accelerating trials doesn’t necessarily mean dispensing justice: the two needs are real, but the way they are set against each other reveals that no one, apparently, is truly seeking a balance.

Foreign trade data released in the morning highlight a sharp braking of exports of food-and-agricultural products and precision machinery toward non-EU markets, and the knot of inflated transport costs and customs barriers reignites the political clash over support measures for small and medium enterprises. Made in Italy, which for decades has been our calling card to the world, is losing market share while politics discusses tariffs and sovereignty, and entrepreneurs, who have no time for ideological discussions, watch their orders decline and wonder whether anyone, in Rome or Brussels, is doing anything concrete.

The Postal Police issued a new alert on evolved telephone spoofing: the citizen receives a call showing the real toll-free number of their bank on the display, the fake technician warns of an ongoing hacker attack and persuades the victim to authorize security transfers toward a satellite account that drains savings in a few minutes. The scam is sophisticated, but exploits an elementary mechanism: trust in the institution that should protect us, and the fear of losing everything. Whoever receives the call has no way to verify in real time whether the number is authentic, and the bank, when discovering the scam, merely reminds customers never to share credentials. The technology that promises security produces new fragilities, and the citizen, once again, is alone.

Finally, a local health authority was flooded with hundreds of notices issued by the new automated license plate reading system of the restricted traffic zone, because the software doesn’t recognize exemption codes when emergency vehicles travel with sirens off after dropping off patients. The rescuers, who have just finished an emergency shift, find themselves having to produce hundreds of bureaucratic appeals to avoid sanctions, and the affair, which makes one smile for its absurdity, reveals an uncomfortable truth: the machine that should simplify life produces new burdens for those who, like healthcare personnel, have already given everything. The ambulance returning to the hospital with sirens off is not a car in violation: it is the symbol of a system that has stopped distinguishing between noise and merit.

This morning’s coffee of shame tastes of water at two euros fifty, doubled tourist taxes, lawyer boycotts, braking exports, fraudulent transfers, and fined ambulances. Students occupy sidewalk cafés over a glass of water, municipalities seek money from tourists, defense lawyers strike for the defense, companies lose markets, scammers phone in the banks’ name, and rescuers produce appeals because of an algorithm. Italy, in this confused October, is a country where everything functions only halfway, and where whoever tries to do their duty finds themselves having to prove they did it, while whoever makes mistakes always finds a way not to pay.

Italo Calvino, A Day of Voting, Einaudi, Turin, 1963 Zygmunt Bauman, Work, Consumerism and New Poverty, Città Aperta, Troina, 2004 Shoshana Zuboff, The Age of Surveillance Capitalism, LUISS University Press, Rome, 2019 Paul Virilio, The Velocity of Liberation, Mimesis, Milan, 1997 Michel Foucault, The Birth of Biopolitics, Feltrinelli, Milan, 2005 Primo Levi, Natural Histories, Einaudi, Turin, 1966


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