Sei centesimi in più e un digiuno davanti a Palazzo Chigi: l’Italia che paga il pieno e non trova le firme
Caffè della VerGOGNA – edizione del 6 Ottobre 2026
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Lo sconto sulle accise è scaduto stamattina, e in Gazzetta Ufficiale non è comparso alcun decreto d’emergenza, alcun meccanismo di accise mobili, alcuna misura tampone. Fare il pieno di gasolio costa sei virgola un centesimi al litro in più, i pendolari sono furiosi, e le associazioni dei consumatori preannunciano rincari a catena sui beni di prima necessità. Il governo ha lasciato scadere una misura senza sostituirla, e la scelta, per quanto tecnica, produce un effetto immediato su chi ogni mattina accende il motore per andare a lavorare. Sei centesimi sembrano pochi, ma moltiplicati per milioni di pieni diventano miliardi, e quei miliardi li pagano sempre gli stessi.
Richard Gere ha scelto il lancio di una campagna per ActionAid per attaccare le politiche migratorie italiane, parlando di condizioni disumane, e Matteo Salvini ha risposto sui social che non accetta lezioni dai radical chic che vivono nelle ville blindate. Il botta e risposta ha diviso i social in due fazioni, come accade ogni volta che una star di Hollywood si permette di dire qualcosa sull’Italia, e la verità, come sempre in questi casi, sta nel mezzo: Gere ha ragione quando denuncia le condizioni dei migranti, Salvini ha ragione quando ricorda che chi vive in una villa blindata non conosce il quartiere in cui sbarcano. Entrambi hanno torto quando riducono una questione umanitaria a una rissa mediatica.
Dietro le quinte del Palazzo si accende la battaglia sulle date elettorali, e l’ipotesi per l’Election Day punta al trenta maggio o al sei giugno. Nel frattempo si inasprisce lo scontro sulla legge elettorale e sul ruolo delle donne nelle liste, e Riccardo Magi arriva al sesto giorno di sciopero della fame davanti a Palazzo Chigi contro le soglie delle firme. La democrazia italiana, che dovrebbe essere il gioco più aperto del Paese, si sta trasformando in un torneo riservato a chi ha già un partito e una struttura, e Magi, che digiuna per protestare, è la voce di tutti coloro che non hanno i mezzi per entrare nell’arena. Il digiuno di un uomo non cambierà la legge, ma almeno ricorda che la legge non è neutrale.
La Protezione Civile ha diramato l’allerta gialla per temporali e criticità idrogeologica in diverse regioni, Lazio e Toscana in testa, e sui social spopola il contrasto tra chi ieri era in spiaggia e chi stamattina si trova intrappolato negli allagamenti. Il clima, in questo ottobre, ha smesso di rispettare le stagioni, e la società che continua a parlare di eventi eccezionali ha smesso da tempo di prendere sul serio la scienza. Il bagno a ottobre e l’alluvione a novembre sono due facce della stessa medaglia, e nessuno, a quanto pare, vuole leggerla.
La Polizia Postale ha lanciato un’allerta urgente su un’ondata di Sms truffa che sta colpendo migliaia di utenti: un messaggio invita a rimborsare un contributo Inps arretrato fino a diecimila euro tramite un link pirata, e centinaia di persone hanno già ceduto le proprie credenziali bancarie. La truffa sfrutta la fiducia nell’Istituto che dovrebbe proteggere i lavoratori, e il cittadino che riceve il messaggio, nella maggior parte dei casi, non ha gli strumenti per distinguere un comunicato vero da uno falso. Lo Stato che digitalizza i servizi senza educare i cittadini all’uso del digitale produce anche questo: una popolazione esposta a chiunque sappia scrivere un Sms credibile.
Il Consiglio Nazionale del Coni si è riunito in seduta straordinaria al Foro Italico, e all’ordine del giorno spicca la ratifica del commissariamento della Federazione Italiana Pesistica, insieme alla gestione interna del calcio. Il dibattito sulla trasparenza nell’amministrazione dello sport italiano si riapre, e la domanda che nessuno pone mai con sufficiente chiarezza è semplice: chi controlla i fondi che lo Stato destina allo sport, e perché il commissariamento arriva sempre dopo lo scandalo e mai prima. I pesisti, nel frattempo, si allenano e aspettano che qualcuno decida del loro futuro.
Il caffè della vergogna, stamattina, sa di gasolio e di Sms truffaldini, di digiuni e di ville blindate, di nubifragi e di federazioni commissariate. Gli italiani pagano sei centesimi in più per il pieno, una star di Hollywood e un ministro si scambiano accuse sui social, Magi digiuna da sei giorni, il clima impazzisce, una truffa svuota i conti con un link, e la pesistica aspetta il commissario. La politica, in questo ottobre confuso, sceglie di non scegliere, e nel frattempo i problemi crescono, i prezzi salgono, e il Paese, come sempre, paga il conto di chi rimanda.
Zygmunt Bauman, Lavoro, consumismo e nuove povertà, Città Aperta, Troina, 2004
Serge Latouche, Breve trattato sulla decrescita serena, Bollati Boringhieri, Torino, 2008
Paul Virilio, La velocità di liberazione, Mimesis, Milano, 1997
Shoshana Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza, LUISS University Press, Roma, 2019
Primo Levi, Storie naturali, Einaudi, Torino, 1966
Michel Foucault, Nascita della biopolitica, Feltrinelli, Milano, 2005