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Caffè della VerGOGNA – edizione del 22 Settembre 2026

Un influencer americano è salito sul ring per sfidare un robot umanoide alto quasi due metri, e il primo match tra uomo e Terminator si è chiuso tra colpi a vuoto dell’intelligenza artificiale e un bug di sistema a metà del secondo round. Internet si è diviso tra chi tifava per la salvezza dell’umanità e chi ha notato che la macchina, quando si inceppa, somiglia molto a un pugile suonato. La sfida, nella sua assurdità, ha il merito di ricordare che l’uomo continua a cercare avversari ovunque, anche dove l’avversario non ha né cuore né coscienza né bisogno di vincere.

Una celebre azienda di bevande ha messo sul piatto un milione di dollari per chi fornirà la prova definitiva dell’esistenza del Bigfoot. I cacciatori di miti stanno affilando le fotocamere e preparando gli stivali, e i boschi del Nord America si preparano a ospitare una nuova generazione di cercatori di impronte. La taglia, nella sua ingenuità commerciale, racconta un bisogno antico: quello di credere che da qualche parte, oltre il confine del visibile, esista ancora qualcosa che nessuno ha mai fotografato. Il Bigfoot, come tutte le creature immaginarie, serve più a chi lo cerca che a chi dovrebbe trovarlo.

Al Gran Sasso, i ricercatori hanno scoperto che le urine dei gatti contengono tredici insoliti acidi grassi capaci di funzionare come una tessera di riconoscimento chimica. I felini non marcano soltanto il territorio: si scambiano biglietti da visita molecolari ad alta precisione, e ogni gatto che passa lascia una firma che gli altri possono leggere. La scienza, quando si abbassa a studiare la pipì, produce scoperte che nessun filosofo avrebbe mai immaginato, e i gatti, ancora una volta, si confermano l’animale più misterioso e più domestico del pianeta.

In Cina, una donna di sessantacinque anni è stata smascherata per aver truffato un uomo sottraendogli circa venticinquemila dollari. La particolarità del caso è che la sessantacinquenne usava software di intelligenza artificiale per trasformare il proprio volto in quello di una modella trentenne durante le videochiamate d’amore. L’uomo credeva di corteggiare una giovane donna, e invece parlava con una coetanea che conosceva i trucchi del deepfake meglio di molti esperti di cybersecurity. L’amore, nel 2026, si è fatto virtuale al punto da non richiedere più la presenza dei corpi, e la solitudine di chi si innamora di un filtro è la notizia più triste di questa rassegna.

Sui social è diventata virale la protesta dei viaggiatori italiani alle prese con i codici di verifica PNR e i captcha di Trenitalia, diventati talmente complessi da sembrare test di ammissione al Cern. Molti utenti hanno scherzato dicendo che per comprare un biglietto regionale serve risolvere un’equazione differenziale a mente, e la battuta, per quanto esagerata, contiene una verità: le macchine che dovrebbero semplificarci la vita spesso la complicano, e l’accesso ai servizi pubblici si trasforma in una prova di intelligenza che discrimina chi non ha dimestichezza con le interfacce digitali. Il captcha, nato per distinguere gli uomini dai robot, sta diventando il modo più efficace per distinguere i pazienti dagli impazienti.

Infine, gli astronomi hanno confermato la presenza di un gigantesco modello atmosferico a dieci lati al polo sud di Saturno, dopo l’esagono che da decenni affascina i ricercatori del polo nord. Il pianeta degli anelli, già celebre per le sue geometrie, si arricchisce di una nuova figura che nessuno aveva previsto, e la scoperta, nella sua eleganza matematica, ricorda che l’universo continua a produrre forme che la fantasia umana fatica a immaginare. Mentre sulla Terra ci si sfida a colpi di robot e di deepfake, Saturno disegna decagoni nell’atmosfera con la precisione di un geometra divino, indifferente alle nostre ansie e alle nostre truffe.

Il caffè della vergogna, stamattina, sa di sudore da palestra e di urina felina, di filtri digitali e di captcha impossibili. Un uomo combatte contro una macchina, una donna si finge trentenne per amore, i gatti si scambiano messaggi chimici, i viaggiatori risolvono enigmi per comprare un biglietto, e Saturno, lassù, continua a disegnare decagoni che nessuno aveva chiesto. La realtà, in questo 22 settembre, ha deciso di fare un giro della morte, e noi, spettatori paganti, ci siamo seduti in prima fila.

Italo Calvino, Le cosmicomiche, Einaudi, Torino, 1965
Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti, Mondadori, Milano, 1980
Philip K. Dick, Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, Mondadori, Milano, 1968
Konrad Lorenz, L’anello di re Salomone, Adelphi, Milano, 1967
Umberto Eco, Diario minimo, Bompiani, Milano, 1963
Oliver Sacks, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Adelphi, Milano, 1986
Carl Sagan, Cosmos, Rizzoli, Milano, 1980
Primo Levi, Storie naturali, Einaudi, Torino, 1966

The Decagon and Bigfoot Caffè della VerGOGNA, September 22, 2026 edition

An American influencer climbed into the ring to challenge a nearly two-meter-tall humanoid robot, and the first match between man and Terminator ended with misses from the artificial intelligence and a system bug in the middle of the second round. Internet divided between those cheering for humanity’s salvation and those noting that the machine, when it jams, looks a lot like a beaten boxer. The challenge, in its absurdity, has the merit of reminding us that humans continue to seek opponents everywhere, even where the opponent has neither heart nor conscience nor need to win.

A famous beverage company has put one million dollars on the table for whoever provides definitive proof of Bigfoot’s existence. Myth hunters are sharpening their cameras and preparing boots, and North American forests are preparing to host a new generation of footprint seekers. The bounty, in its commercial naivety, tells of an ancient need: that of believing that somewhere, beyond the boundary of the visible, there still exists something no one has ever photographed. Bigfoot, like all imaginary creatures, serves more those who seek it than those who should find it.

At the Gran Sasso, researchers discovered that cat urine contains thirteen unusual fatty acids capable of functioning as a chemical ID card. Felines do not only mark territory: they exchange molecular business cards with high precision, and every cat that passes leaves a signature others can read. Science, when it stoops to studying pee, produces discoveries no philosopher would ever have imagined, and cats, once again, confirm themselves the planet’s most mysterious and most domestic animal.

In China, a sixty-five-year-old woman was exposed for scamming a man by stealing approximately twenty-five thousand dollars from him. The particularity of the case is that the sixty-five-year-old used artificial intelligence software to transform her face into that of a thirty-year-old model during video love calls. The man believed he was courting a young woman, but instead spoke with a contemporary who knew deepfake tricks better than many cybersecurity experts. Love, in 2026, has become virtual to the point of no longer requiring physical presence, and the loneliness of those who fall in love with a filter is the saddest news in this roundup.

On social media, travelers’ protests against Italian rail users dealing with PNR verification codes and Trenitalia captchas went viral, becoming so complex they seemed like admission tests for CERN. Many users joked that to buy a regional ticket one must solve a differential equation in one’s head, and the quip, however exaggerated, contains a truth: machines that should simplify our lives often complicate them, and access to public services transforms into an intelligence test that discriminates against those unfamiliar with digital interfaces. The captcha, born to distinguish humans from robots, is becoming the most effective way to distinguish the patient from the impatient.

Finally, astronomers confirmed the presence of a gigantic ten-sided atmospheric model at Saturn’s south pole, after the hexagon that has fascinated northern pole researchers for decades. The ringed planet, already famous for its geometries, enriches itself with a new figure no one predicted, and the discovery, in its mathematical elegance, reminds us that the universe continues to produce forms human imagination struggles to envision. While on Earth we challenge each other with robots and deepfakes, Saturn draws decagons in the atmosphere with the precision of a divine surveyor, indifferent to our anxieties and our scams.

The coffee of shame, this morning, tastes of gym sweat and cat urine, of digital filters and impossible captchas. A man fights a machine, a woman pretends to be thirty for love, cats exchange chemical messages, travelers solve riddles to buy a ticket, and Saturn, up there, continues to draw decagons no one asked for. Reality, on this September 22, has decided to do a death loop, and we, paying spectators, have sat in the front row.

Italo Calvino, Cosmicomics, Einaudi, Turin, 1965 Douglas Adams, The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, Mondadori, Milan, 1980 Philip K. Dick, Do Androids Dream of Electric Sheep?, Mondadori, Milan, 1968 Konrad Lorenz, King Solomon’s Ring, Adelphi, Milan, 1967 Umberto Eco, Short Days, Bompiani, Milan, 1963 Oliver Sacks, The Man Who Mistook His Wife for a Hat, Adelphi, Milan, 1986 Carl Sagan, Cosmos, Rizzoli, Milan, 1980 Primo Levi, Natural Stories, Einaudi, Turin, 1966


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