La kippah e il riscatto
Caffè della VerGOGNA – edizione del 17 Settembre 2026
Un rabbino della Comunità ebraica di Milano è stato avvicinato alla fermata dell’autobus in zona Bande Nere, insultato, colpito con calci, ferito ai testicoli e derubato della kippah. Tre persone sono state fermate in una vicina stazione della metropolitana, e il rabbino si è recato in questura per formalizzare la denuncia senza aver bisogno di cure. Giorgia Meloni ha parlato di episodio vile e inaccettabile, Ignazio La Russa di aggressione inquietante, Matteo Salvini di odio antisemita che non possiamo abituarci a tollerare. Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica milanese, ha rivolto un appello ai partiti che non votano il disegno di legge sull’antisemitismo: la colpa è solo loro. Il clima, ha detto, è diventato sempre più difficile, e queste aggressioni hanno scopo razziale, non rubano un portafoglio o cinquanta euro, rubano la dignità di un uomo che cammina per strada con il segno della propria fede sul capo.
Dalla Gran Bretagna arriva la rivelazione del conte Charles Spencer, che nel libro Swan Song: Diana, My Sister racconta la frase pronunciata da re Carlo dopo la morte di Lady D: «Stia certo, ce ne dimenticheremo presto». Il fratello della principessa ricostruisce anche gli scontri sull’organizzazione del funerale, la sua opposizione alla partecipazione dei principi William e Harry al corteo, e lo sfogo di Carlo come espressione del disprezzo represso per Diana e dell’orrore per il fatto che il mondo fosse rimasto così sconvolto dalla sua morte. A distanza di quasi trent’anni, le parole di un uomo che oggi siede sul trono riemergono dalla memoria di un cognato, e la monarchia britannica scopre che i suoi silenzi, quando vengono violati, fanno più rumore delle sue dichiarazioni ufficiali.
Gli hacker che affermano di aver violato i dati di Revolut hanno chiesto un riscatto di tre milioni di dollari, minacciando di vendere le informazioni riservate di centinaia di clienti ad altri gruppi criminali. Il gruppo, che si fa chiamare iamnotavillain, ha pubblicato un conto alla rovescia digitale e ha inviato al Financial Times un video di sessanta secondi con patenti, passaporti, foto identificative e cronologie delle transazioni. La violazione avrebbe interessato almeno seicentottanta account, selezionati attraverso l’analisi blockchain per individuare i conti con significative disponibilità di criptovalute. Revolut ha rifiutato di commentare, e i clienti della banca online, da questa mattina, guardano il proprio saldo con un’ansia nuova.
Ursula von der Leyen ha pronunciato il discorso sullo Stato dell’Unione davanti al Parlamento europeo, e ha offerto al Canada lo status di primo membro associato del blocco, con il premier Mark Carney seduto tra le prime file. Ha annunciato la creazione di un Consiglio di sicurezza europeo, un protocollo di emergenza sul modello dell’articolo quattro della Nato, e ha avvertito che il secondo China Shock è già qui, con uno squilibrio commerciale di un miliardo di euro al giorno. Ha condannato il progetto israeliano di insediamento E1 in Cisgiordania, ha promesso massimo sostegno all’Ucraina per l’inverno, ha difeso la soluzione a due Stati e ha messo in guardia contro gli ultranazionalisti che disprezzano i valori europei e vogliono spezzare l’unità del continente. Sul clima ha ricordato che quella trascorsa è stata l’estate più calda di sempre, con seicentomila ettari bruciati e trentacinquemila morti in più durante le ondate di calore. Sull’intelligenza artificiale ha promesso un equilibrio tra possibilità e rischi, e ha anticipato il divieto di accesso ai social per i minori di tredici anni. L’Europa, ha detto, decide le proprie regole, e non le grandi aziende tecnologiche.
In Russia, le elezioni per il rinnovo della Duma si aprono domani senza competizione, senza osservatori credibili e senza candidati indipendenti di spicco. Vladimir Putin ha sollecitato i cittadini a recarsi alle urne facendo leva sullo spirito patriottico, e ha parlato di un popolo unito che nessuno riuscirà a dividere. I seggi saranno aperti anche nelle regioni ucraine annesse unilateralmente, e il presidente ha usato il termine Novorossiya, che evoca dominio e impero. Solo il ventotto per cento dei russi ha in programma di votare, secondo un sondaggio del centro Levada, e a Ryazan l’emittente Rossiya 1 non è riuscita per due giorni consecutivi a portare nello stesso studio i candidati alla Duma. Il progetto di ingegneria politica del Cremlino ha raggiunto il suo punto di massimo successo, e non interessa più a nessuno.
Eridania ha annunciato un piano di investimenti da venti milioni di euro per rafforzare la leadership nello zucchero e accelerare sulla dolcificazione. Circa il settantacinque per cento delle risorse sarà destinato alla logistica e alla realizzazione di un nuovo magazzino presso lo stabilimento di Russi, che diventerà l’unico punto di ingresso in Italia dello zucchero proveniente dalla Francia. Il progetto sarà completato entro i primi mesi del 2028, genererà risparmi strutturali per un milione e mezzo di euro all’anno e consentirà di incrementare del venti per cento i volumi distribuiti entro tre anni. Mentre l’Europa discute di deindustrializzazione, uno zuccherificio emiliano investe e cresce, e il merito, in questo caso, non ha bisogno di essere rivendicato da nessuno.
Il caffè della vergogna, stamattina, sa di kippah strappata e di riscatto in criptovaluta, di memoria violata e di urne vuote. Un rabbino viene aggredito a Milano, un re rivela il proprio disprezzo per una donna morta, gli hacker mettono all’asta i dati di una banca, l’Europa disegna il proprio futuro, la Russia vota senza interesse, e lo zucchero italiano trova venti milioni per crescere. Il mondo, in questo settembre, è un mosaico dove la violenza e l’investimento convivono a pochi chilometri di distanza, e la verità sta in mezzo, dove nessun algoritmo può arrivare.
Primo Levi, I sommersi e i salvati, Einaudi, Torino, 1986
Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo, Einaudi, Torino, 1966
Susan Sontag, Davanti al dolore degli altri, Mondadori, Milano, 2003
Zygmunt Bauman, Paura liquida, Laterza, Roma-Bari, 2006
Timothy Snyder, Terra nera, Mondadori, Milano, 2015
Elias Canetti, Massa e potere, Adelphi, Milano, 1981
Michel Foucault, Sorvegliare e punire, Einaudi, Torino, 1976

The Kippah and the Ransom Caffè della VerGOGNA, September 17, 2026 edition
A rabbi from the Jewish Community of Milan was approached at the bus stop in the Bande Nere area, insulted, kicked, injured in the testes, and robbed of his kippah. Three people were detained at a nearby subway station, and the rabbi went to the police headquarters to formalize the complaint without needing medical care. Giorgia Meloni spoke of a cowardly and unacceptable incident, Ignazio La Russa of a disturbing assault, Matteo Salvini of anti-Semitic hatred that we cannot grow accustomed to tolerating. Walker Meghnagi, president of the Milan Jewish Community, addressed an appeal to the parties that do not vote on the anti-Semitism bill: the blame is solely theirs. The climate, he said, has become increasingly difficult, and these attacks have a racial purpose—they do not steal a wallet or fifty euros, they steal the dignity of a man walking down the street with the sign of his faith on his head.
From Britain comes the revelation by Earl Charles Spencer, who in the book Swan Song: Diana, My Sister recounts the phrase uttered by King Charles after Lady Di’s death: “Rest assured, we will forget this soon.” The princess’s brother also reconstructs the clashes over the funeral organization, his opposition to the participation of princes William and Harry in the procession, and Charles’s outburst as an expression of repressed contempt for Diana and horror that the world was so shaken by her death. Nearly thirty years later, the words of a man who today sits on the throne resurface from a brother-in-law’s memory, and the British monarchy discovers that its silences, when violated, make more noise than its official statements.
The hackers who claim to have breached Revolut’s data have demanded a ransom of three million dollars, threatening to sell confidential information from hundreds of customers to other criminal groups. The group, calling itself “iamnotavillain,” published a digital countdown and sent the Financial Times a sixty-second video with driver’s licenses, passports, identification photos, and transaction histories. The breach reportedly affected at least six hundred eighty accounts, selected through blockchain analysis to identify accounts with significant cryptocurrency holdings. Revolut refused to comment, and online banking customers, from this morning, look at their balances with new anxiety.
Ursula von der Leyen delivered the State of the Union speech before the European Parliament, and offered Canada the status of first associated member of the bloc, with Prime Minister Mark Carney seated in the front rows. She announced the creation of a European Security Council, an emergency protocol modeled on NATO’s Article Four, and warned that the second China Shock is already here, with a daily trade imbalance of one billion euros. She condemned Israel’s E1 settlement project in the West Bank, promised maximum support to Ukraine for the winter, defended the two-state solution, and warned against ultranationalists who despise European values and want to break continental unity. On climate, she recalled that the past summer was the hottest on record, with six hundred thousand hectares burned and thirty-five thousand excess deaths during heat waves. On artificial intelligence, she promised a balance between opportunities and risks, and anticipated a ban on social media access for minors under thirteen. Europe, she said, sets its own rules, not big tech companies.
In Russia, the elections for the Duma renewal begin tomorrow without competition, without credible observers, and without prominent independent candidates. Vladimir Trump urged citizens to go to the polls by appealing to patriotic spirit, and spoke of a united people that no one will manage to divide. Polling stations will also be open in the Ukrainian regions unilaterally annexed, and the president used the term Novorossiya, which evokes dominion and empire. Only twenty-eight percent of Russians plan to vote, according to a Levada Center poll, and in Ryazan the broadcaster Rossiya 1 failed for two consecutive days to bring the Duma candidates into the same studio. The Kremlin’s political engineering project has reached its maximum success point, and it no longer interests anyone.
Eridania announced a twenty-million-euro investment plan to strengthen leadership in sugar and accelerate on sweetening. About seventy-five percent of resources will be allocated to logistics and the construction of a new warehouse at the Russi plant, which will become the sole entry point in Italy for sugar from France. The project will be completed within the first months of 2028, will generate structural savings of one and a half million euros per year, and will allow a twenty percent increase in distributed volumes within three years. While Europe discusses deindustrialization, an Emilian sugar factory invests and grows, and merit, in this case, needs no one to claim it.
The coffee of shame, this morning, tastes of torn kippah and cryptocurrency ransom, of violated memory and empty ballot boxes. A rabbi is assaulted in Milan, a king reveals his contempt for a dead woman, hackers auction a bank’s data, Europe draws its future, Russia votes without interest, and Italian sugar finds twenty million to grow. The world, in this September, is a mosaic where violence and investment coexist a few kilometers apart, and truth lies somewhere in between, where no algorithm can reach.
Primo Levi, The Drowned and the Saved, Einaudi, Turin, 1986 Hannah Arendt, The Origins of Totalitarianism, Einaudi, Turin, 1966 Susan Sontag, Regarding the Pain of Others, Mondadori, Milan, 2003 Zygmunt Bauman, Liquid Fear, Laterza, Rome-Bari, 2006 Timothy Snyder, Black Earth, Mondadori, Milan, 2015 Elias Canetti, Crowds and Power, Adelphi, Milan, 1981 Michel Foucault, Discipline and Punish, Einaudi, Turin, 1976