Svenimento rock, pace finta e sangue sull’asfalto
Il Caffè della VerGOGNA – Edizione del 22 giugno 2026
Rod Stewart, ottantun anni e una carriera che ha attraversato decenni di rock e di eccessi, si è quasi svenuto sul palco durante un concerto nello Utah. L’altitudine, la sinusite, la laringite, le diagnosi che si contraddicono, e il cantante che chiede ai fan: “Vi dispiace se mi siedo per questa canzone?”.
Lo spettacolo deve continuare, come recita il vecchio adagio del mondo dello spettacolo, e così l’icona del rock si ritrova con la maschera dell’ossigeno mentre migliaia di persone applaudono e filmano con i cellulari. Il malore è diventato virale, naturalmente, e mentre l’artista lottava per riprendere fiato, i social si riempivano di commenti tra la preoccupazione e il cinismo. Lo spettacolo, in fondo, è sempre lo spettacolo. Anche quando il sipario potrebbe chiudersi per sempre.
Intanto, in Svizzera, i negoziatori di Stati Uniti e Iran hanno concluso il primo round di colloqui con “progressi incoraggianti”. Pakistan e Qatar, i mediatori, parlano di “atmosfera positiva e costruttiva”. Hanno creato un comitato di alto livello, una tabella di marcia per l’accordo finale entro sessanta giorni, e persino una “cellula di de-escalation” per il Libano. L’Iran dice che le esportazioni di petrolio sono state esentate dalle sanzioni, che il blocco navale è stato revocato, che alcuni asset congelati sono stati liberati. Il ministro degli Esteri iraniano parla di “progressi significativi”. Le parole sono eleganti, le dichiarazioni sono roboanti, e intanto lo Stretto di Hormuz rimane un nodo che nessuno riesce a sciogliere veramente. I mediatori sono ottimisti, come sempre, perché l’ottimismo è il mestiere dei mediatori. La realtà, come sempre, potrebbe smentirli in qualsiasi momento.
La Francia, intanto, brucia. Trentacinque milioni di persone in allerta rossa, temperature fino a quaranta gradi, scuole chiuse, treni che potrebbero deragliare per il caldo. Il governo parla di un’ondata “particolarmente intensa e precoce”, gli ecologisti chiedono un congedo climatico di cinque giorni per i lavoratori più esposti, e l’amministratore delegato della Sncf avverte che non si possono escludere incidenti sulla rete ferroviaria. Il caldo, come la guerra, non chiede permesso. E mentre i francesi cercano di sopravvivere alla morsa dell’aria rovente, il resto del mondo guarda e commenta, come si fa con le sciagure altrui.
In Italia, la polemica tra Giorgia Meloni e Donald Trump sembra essersi raffreddata. La premier ha scelto il silenzio istituzionale e si è rifugiata tra le penne degli Alpini a Gemona del Friuli, parlando di “sano orgoglio nazionale”. Palazzo Chigi ha dato il diktat: basta rispondere a Trump. E mentre i ministri cercano di spegnere gli incendi senza sembrare pompieri, sui social la battaglia continua. I follower di Meloni su Instagram sono aumentati, e i giovani di Fratelli d’Italia hanno pubblicato la foto del gesto con la mano che avrebbe fatto andare su tutte le furie il tycoon durante il G7. La politica, si sa, è fatta anche di questi piccoli siparietti. E mentre i leader si scambiano frecciate, i cittadini guardano e si chiedono se tutto questo sia davvero necessario.
Il weekend di sangue sulle strade italiane ha portato via altre giovani vite. Tre ragazzi di diciassette anni morti a Senago, un’auto con nove giovani finita nel canale Villoresi, il conducente diciannovenne arrestato per omicidio stradale. A Jesolo, il corpo di un ventiquattrenne recuperato dal fiume Sile. A Savona, la morte di Sofia Barberi, ventitré anni, e il video choc del ragazzo che ride e dice “questa è morta, abbiamo rotto tutto stanotte”. A Forte dei Marmi, un diciassettenne morto dopo l’impatto con un suv, il conducente fuggito e poi costituitosi. Il ministro Salvini annuncia un vertice sulla sicurezza stradale. Ma i vertici, si sa, non riportano in vita i morti.
Il caffè di questa mattina è un composto di malori sul palco, trattative di pace che promettono tutto e non danno nulla, un pianeta che surriscalda e politici che litigano mentre i ragazzi muoiono sulle strade. Rod Stewart ha bisogno di ossigeno per cantare, l’Iran e gli Stati Uniti parlano di progressi, la Francia brucia e l’Italia piange i suoi giovani. Il mondo va avanti, come sempre, tra la farsa e la tragedia, tra l’ossigeno e l’asfalto. E noi, spettatori distratti, beviamo il nostro caffè e aspettiamo il prossimo spettacolo.
Bibliografia
Adnkronos, “Rod Stewart, malore nel concerto e maschera per l’ossigeno sul palco”, 21 giugno 2026.
Adnkronos, “Usa-Iran, finito il primo round di negoziati. I mediatori: Progressi incoraggianti”, 22 giugno 2026.
Adnkronos, “Francia oggi nella morsa del caldo: allerta rossa e temperature fino a 40 gradi”, 22 giugno 2026.
Adnkronos, “Italia-Usa, governo ‘smorza’ polemica con Trump. Meloni dagli Alpini”, 22 giugno 2026.
Adnkronos, “Weekend di sangue sulle strade italiane: giovani vittime a Senago, Jesolo, Savona e Forte dei Marmi”, 21 giugno 2026.
RVSCB – Archivio delle Scomode Verità, 22 giugno 2026
“Non mi interessa essere amato. Mi interessa essere letto dopo che mi avranno odiato.”

Il Caffè della VerGOGNA – June 22, 2026 Edition
Rod Stewart, eighty-one years old with a career spanning decades of rock and excess, nearly fainted on stage during a concert in Utah. Altitude, sinusitis, laryngitis, contradictory diagnoses, and the singer asking fans: “Do you mind if I sit down for this song?” The show must go on, as the old adage of the entertainment world goes, and so the rock icon finds himself with an oxygen mask while thousands of people applaud and film with their mobile phones. The fainting episode went viral, naturally, and while the artist struggled to catch his breath, social media filled with comments between concern and cynicism. The show, after all, is always the show. Even when the curtain might close forever.
Meanwhile, in Switzerland, US and Iran negotiators concluded the first round of talks with “encouraging progress.” Pakistan and Qatar, the mediators, spoke of a “positive and constructive atmosphere.” They created a high-level committee, a roadmap for the final agreement within sixty days, and even a “de-escalation cell” for Lebanon. Iran says oil exports have been exempted from sanctions, the naval blockade lifted, some frozen assets released. The Iranian Foreign Minister speaks of “significant progress.” The words are elegant, the declarations are booming, and meanwhile the Strait of Hormuz remains a knot no one can truly untie. The mediators are optimistic, as always, because optimism is the profession of mediators. Reality, as always, could disprove them at any moment.
France, meanwhile, is burning. Thirty-five million people under red alert, temperatures up to forty degrees, schools closed, trains that could derail due to heat. The government speaks of a wave that is “particularly intense and early,” ecologists call for a five-day climate leave for workers most exposed, and the Sncf CEO warns that accidents on the railway network cannot be excluded. Heat, like war, does not ask permission. And while the French try to survive the grip of hot air, the rest of the world watches and comments, as one does with the misfortunes of others.
In Italy, the polemic between Giorgia Meloni and Donald Trump seems to have cooled. The Prime Minister has chosen institutional silence and taken refuge among the Alpini pens in Gemona del Friuli, speaking of “healthy national pride.” Palazzo Chigi gave the directive: enough responding to Trump. And while ministers try to extinguish fires without appearing as firefighters, the battle continues on social media. Meloni’s Instagram followers have increased, and the young people of Fratelli d’Italia published the photo of the hand gesture that would have infuriated the tycoon during the G7. Politics, we know, is also made of these little skits. And while leaders exchange barbs, citizens watch and wonder whether all this is really necessary.
The bloody weekend on Italian roads took other young lives. Three seventeen-year-olds died in Senago, a car with nine young people ended up in the Villoresi canal, the nineteen-year-old driver arrested for traffic homicide. In Jesolo, the body of a twenty-four-year-old recovered from the Sile river. In Savona, the death of Sofia Barberi, twenty-three years old, and the shocking video of the boy laughing saying “this one is dead, we wrecked everything tonight.” In Forte dei Marmi, a seventeen-year-old died after impact with an SUV, the driver fled and then surrendered. Minister Salvini announces a summit on road safety. But summits, we know, do not bring the dead back to life.
This morning’s coffee is a blend of fainting on stage, peace negotiations promising everything and giving nothing, a planet overheating and politicians arguing while young people die on the roads. Rod Stewart needs oxygen to sing, Iran and the United States speak of progress, France burns and Italy mourns its youth. The world moves forward, as always, between farce and tragedy, between oxygen and asphalt. And we, distracted spectators, drink our coffee and wait for the next show.
Bibliography
Adnkronos, “Rod Stewart, Fainting During Concert and Oxygen Mask on Stage,” June 21, 2026.
Adnkronos, “US-Iran: First Round of Negotiations Finished. Mediators: Encouraging Progress,” June 22, 2026.
Adnkronos, “France Today in the Grip of Heat: Red Alert and Temperatures Up to 40 Degrees,” June 22, 2026.
Adnkronos, “Italy-US: Government ‘Diminishes’ Polemic with Trump. Meloni Among the Alpini,” June 22, 2026.
Adnkronos, “Bloody Weekend on Italian Roads: Young Victims in Senago, Jesolo, Savona and Forte dei Marmi,” June 21, 2026.
RVSCB – Archive of Uncomfortable Truths, June 22, 2026
“I am not interested in being loved. I am interested in being read after they have hated me.”