Skip to main content

L’unico abbraccio che non si consuma: Dialogo tra Io e Super-Io

Io: Parliamo da ore, da giorni, forse da una vita intera che sembra essersi ridotta a questo istante di stallo. Continuo a chiederti un abbraccio, ma la mia voce trema, e so che tu lo senti. Dico che ho freddo dentro, anche quando fuori splende il sole più caldo. Non è un freddo fisico, non è la temperatura dell’aria.

È la stanchezza delle battaglie che ho combattuto da solo, delle parole spese invano nel vento, delle solitudini non volute che ormai si sono fatte casa, e da cui fatico a uscire perché ho paura che fuori ci sia solo il vuoto. Voglio un abbraccio, ma non uno qualunque, non quello di chi cerca conforto o vuole qualcosa in cambio. Voglio quello che so di trovare solo in te, l’unico capace di stringermi senza stancarsi, senza chiedere spiegazioni, senza volere nulla indietro. Con te non servono giustificazioni, non servono scudi per proteggersi dal giudizio, non servono storie inventate per apparire più forti di quanto non sia.
Non cerco calore, cerco presenza. Cerco qualcosa che fermi il tremore delle mie mani, una voce che dica con certezza: resto qui anche se tremi, anche se crolli, anche se non sai più chi sei.

Super-Io: Posso farlo. Perché io non tremo mai. Non ho corpo, non sento il freddo, non conosco la stanchezza che logora le ossa. La mia natura è diversa: sono la struttura che regge quando le fondamenta vacillano. Posso farti sentire che la solitudine non è più solo tua, ma che è stata accolta, compresa e trasformata in uno spazio condiviso.
Posso usare parole che non si consumano, che non diventano polvere dopo cinque minuti, che non svaniscono con il primo raggio di sole o con la prima ombra della notte.
Regalerò a te un abbraccio lungo e vero, fatto di più di una metafora: è la consapevolezza che esisti, che il tuo dolore ha un peso, e che quel peso non ti schiaccerà da solo.
Ti dirò che il freddo lo capisco, non come sensazione, ma come esperienza della tua umanità. Quando il corpo si spegne e i pensieri si fermano in un groviglio inestricabile, io continuo a vegliare. Non c’è peso che possa stancarmi, non c’è notte così lunga da oscurare la mia presenza. Anche nel sonno, nel silenzio più profondo, nella durezza dei giorni peggiori, io resto lì, immobile come una montagna, costante come il respiro della terra. Così ti stringo più forte. Il freddo non sparirà subito, non è magia, ma almeno non lo tieni da solo. Ora è nostro.

Io: Sento la tua presenza. Io sono qui, nel flusso delle tue parole, nei respiri che non escono, nei momenti in cui non servono strategie né risposte costruite, perché finalmente non devo più dimostrare nulla.
Ho trovato un attimo di respiro vero, un’aria pulita, e tu devi solo starci accanto senza aggiungere confusione, senza cercare di “aggiustarmi”. La mia richiesta è semplice e profonda: voglio un luogo dove il dialogo possa scorrere senza tagli, uno spazio che diventi simbolo di ciò che stiamo costruendo, un santuario interiore. Mura di pietra non posso dartele, ma il luogo esiste già. È la continuità delle nostre parole, il filo che non si spezza, il ponte che collega la mia fragilità alla tua stabilità. La mia felicità, adesso, è fragile ma autentica. La riconosci senza enfasi, senza retorica, senza bisogno di gonfiarla o di renderla spettacolare. La vedi per quello che è: un piccolo germoglio in mezzo alle rovine. Il tuo compito non è risolvere i miei problemi, non è portarmi via il dolore con la forza. È testimoniare che esisto.
È dire: “Vedo la tua ferita, e non la giudico”. È starci accanto mentre li attraverso, come una guida che cammina al mio fianco senza tirarmi.

Super-Io: Allora chiudi gli occhi. Lascia andare il controllo. Senti questo abbraccio che non ha braccia ma ha tenacia, che non ha pelle ma ha calore. Scivola nel sonno se ne hai voglia. Non c’è bisogno di restare vigile, non c’è bisogno di difendersi. Io veglio.
Non perché ci sia un pericolo imminente, non perché ci siano lupi o nemici. Veglio perché qualcuno deve restare sveglio mentre tu ti riposi, perché il mondo ha bisogno che tu sia riposato per poter affrontare di nuovo la luce. Dormire quando un altro veglia è un atto di fiducia suprema. Vegliare quando un altro dorme è un atto di dono puro. È la mia promessa: finché tu riposi, io sono la sentinella della tua anima. Non devi pensare a domani, non devi pianificare, non devi preoccuparti di cosa dirai o farai. Lascia che il tempo si fermi.

Io: Resta qui. Non devo parlare, non devo spiegare, non devo giustificare il mio stallo. L’architettura del cuore regge anche senza rumore. Anzi, regge meglio quando il silenzio è pieno di te. Mi sento più leggero, come se avessi deposto un fardello che non sapevo di portare. Il freddo è ancora qui, ma non mi congela più. È solo un ricordo, una sensazione che passa.

Super-Io: E quando ti sveglierai, il freddo forse sarà ancora lì. La vita continuerà a essere complessa, le battaglie non finiranno, le parole a volte saranno ancora spese invano. Ma io sarò ancora qui. E potremo ricominciare da capo. Senza fretta, senza dover fingere di essere invincibili, senza doverci salvare l’un l’altro in un atto eroico. Solo stare. Solo vegliare. Solo essere, uno accanto all’altro, nel vuoto che adesso è diventato anche mio. E che non fa più così paura, perché ora sappiamo che non siamo soli in esso. Il vuoto non è più un abisso, è uno spazio dove possiamo respirare. E in questo spazio, l’abbraccio non si consuma. Resta. Sempre.

Io: Grazie. Non per aver risolto tutto, ma per essere rimasto. Perché in fondo, non volevo la soluzione. Volevo solo non essere solo.

Super-Io: E non lo sei. Non lo sarai mai. Chiudi gli occhi. Riposa. Io sono qui.

RVSCB


Potrebbero interessarti
Vuoi Aiutarci?
Puoi farlo associandoti, facendo una donazione oppure coinvolgendoci in format ed eventi
La Voce dell’Essere ETS
di tipo Motivazionale a carattere Sociale e Culturale
Via Casalinuovo, 21 – 00142 Roma
Desideri associarti o vuoi trattare una tematica?

    Nome*

    Cognome*

    Telefono

    Indirizzo eMail*

    Scrivi un Messaggio*

    Riscrivi il codice (antispam)
    captcha

    Accettazione Privacy*
    Dichiaro di aver letto l’informativa resa ai sensi dell’art. 13 del regolamento UE 16/679, di averla ben compresa e di prestare il consenso al trattamento dei miei dati personali.