Skip to main content

Non toccate l’innocente (perché è l’unica cosa che resta)

Qualche sera fa, dopo l’ennesima giornata spesa a fare cose giuste nel modo sbagliato, una lacrima sincera ha solcato il viso di qualcuno. Non era autocommiserazione, né pietà. Era il segno che qualcosa dentro restava ancora vivo.

Nonostante gli anni, le scelte sbagliate, le persone che avevano provato a spegnere la sua luce. Scendendo, quella lacrima ha toccato un punto che credeva ormai sepolto: l’innocente.
Non si tratta dell’innocenza ingenua di chi ignora il mondo. Si tratta dell’innocenza di chi conosce il mondo eccome, ma ha deciso di non diventare come loro.
Di chi ha scelto di non indossare la maschera, di non barattare la propria essenza per un posto al tavolo dei cinici. Dentro si sente ancora un ragazzino. Non per immaturità, ma perché non ha mai smesso di credere che la purezza si misura in scelte, non in anni.
Ogni giorno qualcuno prova a sporcarlo. Il sistema, le relazioni tossiche, gli idioti che parlano solo per riempire il vuoto. Gli ripetono che deve essere duro, diffidente, performante. Che la tenerezza è debolezza. Che la luce bianca è roba da illusi.
Lui non ci crede. Ha imparato che l’assenza di sogni non è un fallimento: è uno spazio aperto, un silenzio fertile. Lì, dove smette di inseguire, può finalmente incontrarsi.
E ha imparato che la gloria più grande non è vincere sugli altri, ma non diventare come loro. È restare se stessi anche quando ti deridono, ti ignorano, ti danno del folle.
Non toccate l’innocente. Perché l’innocente, alla fine, ha sempre la meglio. Non sul mondo, ma su se stesso. E quella è l’unica vittoria che conta. La sua forza non sta nella durezza, sta nella resistenza silenziosa a lasciarsi corrompere.
Sta nel guardare il fango e decidere che il fango resti fuori. Non è una forza muscolare, viene da lontano, da quel punto irriducibile che nessuna esperienza amara ha mai scalfito.
Se qualcuno gli dice che è troppo vecchio per sognare, troppo fragile per resistere, troppo buono per sopravvivere, non gli crede.
La sua luce bianca non si spegne, non può. È l’unica cosa che ha portato con sé dalla nascita e l’unica che porterà alla fine. Può perdere tutto: il lavoro, i soldi, la posizione, il rispetto di chi non ha mai saputo guardarlo davvero. Ma quella luce resta. È il marchio di fabbrica dell’anima, la firma che nessuna ingiustizia può cancellare.
È innocente. E questa è la sua forza. Non deve dimostrare niente a nessuno, non deve convertire i cinici, non deve salvare gli irredimibili. Deve solo continuare a splendere senza permesso. Perché la vera rivoluzione, oggi, è proprio questa: essere quello che sei in un mondo che ti vuole diverso.
E farlo senza odio, senza prediche, senza bisogno di reclutare seguaci. Basta una lacrima sincera, una scelta silenziosa, una frase sussurrata nel buio della sera: non toccate l’innocente.
Chi deve capire capirà, chi non deve passerà oltre.
Ma la luce, intanto, sarà già accesa.

E non la spegnerà nessuno.

RVSCB


Potrebbero interessarti
Vuoi Aiutarci?
Puoi farlo associandoti, facendo una donazione oppure coinvolgendoci in format ed eventi
La Voce dell’Essere ETS
di tipo Motivazionale a carattere Sociale e Culturale
Via Casalinuovo, 21 – 00142 Roma
Desideri associarti o vuoi trattare una tematica?

    Nome*

    Cognome*

    Telefono

    Indirizzo eMail*

    Scrivi un Messaggio*

    Riscrivi il codice (antispam)
    captcha

    Accettazione Privacy*
    Dichiaro di aver letto l’informativa resa ai sensi dell’art. 13 del regolamento UE 16/679, di averla ben compresa e di prestare il consenso al trattamento dei miei dati personali.